Il Tirreno

Pistoia

Finisce in carcere per stalking

Tiziana Gori
L’uomo perseguitava da mesi la sua ex compagna
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L’uomo perseguitava da mesi la sua ex compagna

Messaggini e visite improvvise all'ex compagna

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 PISTOIA. A fine agosto gli arresti domiciliari erano stati trasformati nel più mite divieto di dimora nello stesso comune della ex compagna. Poteva essere l'uscita dal tunnel, ma il 12 settembre la ex ha presentato una nuova denuncia in questura: «Ha ripreso a perseguitarmi, di giorno e di notte, di persona e per messaggio». Tutto vero, secondo gli esiti delle indagini chieste dal sostituto procuratore alla polizia, e l'uomo stavolta è finito in carcere.  Lui, 41 anni, impiegato, nato a Prato ma residente a Pistoia. Lei, 36 anni, pistoiese. Una storia finita nel dicembre del 2010. Qualche mese dopo la donna segnala in questura pressioni pesanti da parte dell'ex compagno: tentativi di riavvicinamento, un'alternanza di messaggi d'amore e ingiurie, offese in pubblico nelle occasioni in cui si incontrano.  Il 5 agosto il gip Alessandro Buzzegoli, sulla base di quanto previsto dall'articolo 612/bis del codice penale per lo stalking, emette una misura cautelare restrittiva: non deve stare a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla donna. Obblighi che però l'impiegato non rispetta. Da qui l'inasprimento della misura in quella degli arresti domiciliari, disposta a fine agosto.  Tramite il suo avvocato, l'impiegato chiede al gip un nuovo interrogatorio, nel corso del quale espone al giudice la sua versione. Pressione psicologica c'è stata, è la conclusione del gip, ma non comportamenti tali da far pensare ad una prosecuzione del reato di stalking. L'uomo, infatti, si sarebbe recato a casa della donna una volta per consegnare del denaro, un'altra ancora per recapitare una lettera in cui chiede scusa per il suo comportamento: «È vero, ho esagerato», avrebbe ammesso.  Valutando questi elementi, e di fronte alla rassicurazione che non avrebbe più cercato di contattare la sua ex, il gip ritiene che per impedire una reiterazione del reato sia sufficiente la misura del divieto di dimora nello stesso comune. L'uomo, oltretutto, si era già trasferito da alcuni parenti a Prato.  Poteva essere l'inizio di una nuova vita per entrambi. Ma l'ossessione per quella storia finita male ha continuato a perseguitarlo. A metà settembre la ex compagna si rivolge ancora una volta alla polizia. Il sostituto procuratore Giuseppe Grieco ordina alla polizia una nuova serie di accertamenti. Ci sono stati altri atti persecutori, è la conclusione degli investigatori, che rimettono la decisione nelle mani del giudice per le indagini preliminari Roberto Tredici.  Tredici dice "basta": l'impiegato viene arrestato e condotto nel carcere di Prato, a disposizione dell'autorità giudiziaria locale.

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