Sicurezza
Confartigianato contro Chiti
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Il presidente della Confartigianato Simone Balli Sotto Luciano Mazzieri «Si informi meglio sull'importanza delle aziende dell'indotto»
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PISTOIA. Confartigianato se la prende con Vannino Chiti. Le parole del vicepresidente del Senato alla manifestazione contro la vendita di AnsaldoBreda sono state recepite dall'organizzazione artigiana come una pesante critica alle piccole aziende dell'indotto. «Allibiti per le affermazioni gratuite. Esterrefatti dalla disinformazione dimostrata dal senatore rispetto al tessuto economico della sua città natale» scrive il comitato di presidenza di Confartigianato Pistoia in una nota diffusa ieri. «Gli imprenditori - si legge ancora - non ci stanno a sentirsi tacciare, in buona sostanza, di incompetenza, arretratezza e mancanza di capacità professionali e mettono al bando quanto affermato da Chiti durante l'incontro di venerdì in Comune». «È a dir poco preoccupante - afferma il presidente di Confartigianato Simone Balli - che il vicepresidente del Senato si pronunci così rispetto alle imprese dell'indotto. Sembra quasi che Chiti non conosca affatto il suo territorio. La qualità delle aziende, con i loro oltre 1.200 dipendenti, è dimostrata dal fatto che stanno conquistando importanti segmenti di mercato indipendentemente dal rapporto con Breda, ma evidentemente Chiti lo ignora, a differenza di tutti gli altri nostri politici e amministratori». La nota Confartigianato si chiede «cosa si celi dietro il disprezzo palesato dal senatore verso quelle imprese che, oggi, stanno peraltro facendo da banca alla Breda». «Sono proprio le imprese dell'indotto - prosegue Balli - a reggere per buona parte la Breda e a continuare acrederci, aspettando mesi e mesi prima di riscuotere i lavori svolti. E non solo. Quelle professionalità che una volta appartenevano allo stabilimento di via Ciliegiole oggi non sono più lì: sono state spostate in altre città o appartengono, appunto, all'indotto. Invece di lanciare strali a casaccio, sarebbe meglio che Vannino Chiti spiegasse alla città e ai lavoratori Breda quali logiche hanno fatto svuotare di competenze lo stabilimento pistoiese nel silenzio assordante di certi politici. E magari che ci spiegasse anche dove si trovava, quando, nel '92, l'azienda è stata ceduta a Finmeccanica, facendola scivolare lentamente verso la pesante situazione attuale». «Non pretendiamo - gli fa eco il segretario Patrizio Zini - che il senatore si scusi con gli imprenditori che continuano a reggere le sorti della nostra economia. Ci basterebbe che prendesse le dovute informazioni sul suo territorio, visto che si trova in Senato a rappresentarlo, e che si rendesse conto che solo una forte sinergia tra maestranze Breda e indotto può risolvere questa perniciosa situazione».
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