Lutto
Attentato ai macelli, caccia ai piromani
Gianni Parrini
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I furgoni bruciati Si indaga sull'Alf ma non si escludono altre ipotesi
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PISTOIA. Il giorno dopo l'attentato al macello pistoiese proseguono le indagini della polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e della Digos. Si cerca di capire chi possa nascondersi dietro la sigla Alf, acronimo di Animal liberation front, l'associazione animalista attiva dagli anni'70. Si parte dagli indizi trovati sul posto: la bottiglia usata per innescare l'incendio e la scritta sul muro del capannone. Gli inquirenti fanno sapere che fino ad oggi quelle tre lettere non erano mai comparse a Pistoia e provincia, pertanto è piuttosto difficile risalire agli autori del fatto. Oltretutto l'Alf non ha una struttura centralizzata e molte delle azioni che le vengono attribuite sono in realtà compiute autonomamente da gruppi o singoli individui che poi si firmano con la sigla dell'associazione. Inoltre, Animal liberation front di solito organizza iniziative che hanno lo scopo di riportare in libertà animali vivi, che sono sfruttati, usati come cavie o tenuti in cattività. Un po' come lo strampalato gruppo ecologista del film "L'esercito delle 12 scimmie", uscito nel 1995. Pertanto, l'attacco al macello pistoiese risulta insolito. Intanto, i membri della cooperativa fanno la conta dei danni e cercano di superare lo sconcerto per quanto accaduto: «Siamo duri e puri, quindi stringiamo i denti e tiriamo avanti - dice il presidente Giacomo Banci - Gli uffici del primo piano sono un po' anneriti dal fumo ma non hanno riportato danni, così come i tubi che raffreddano le celle frigorifere. Il problema vero è quello del trasporto e va risolto entro lunedì, giorno in cui si macellano la maggior parte dei capi. I clienti si sono dimostrati disponibili e noi stiamo cercando di affittare un mezzo per effettuare le consegne dato che uno dei nostri furgoni è irrecuperabile e l'altro è posto sotto sequestro. Pensare che avevamo fatto il pieno di carburante ad entrambi, per cui l'incendio avrebbe potuto provocare danni ben più gravi».
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