Il Tirreno

Pistoia

I SOSPETTATI

Il gruppo fondato nel 1976 ha già colpito a Firenze e Roma

La scritta comparsa sul capannone
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La scritta comparsa sul capannone

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 PISTOIA. L'Animal Liberation Front è un'associazione ambientalista costituitasi nel 1976 in Inghilterra. Ha come scopo dichiarato quello di "causare deliberatamente perdite finanziarie a coloro i quali sono ritenuti colpevoli di attuare procedure di sfruttamento degli animali". Per raggiungere l'obiettivo, l'associazione mette in atto svariati tipi di intervento: sabotaggio, boicottaggio, azioni di vandalismo, danneggiamento alla proprietà, non trascurando peraltro forme di protesta alternative (controinformazione, campagne via e-mail).  Il teorico dell'Alf era Barry Horne, uno spazzino che decise di dedicare la propria vita ai diritti degli animali. Catturato e condannato a 20 anni di carcere per terrorismo, muore in seguito ai ripetuti scioperi della fame a cui si sottopone per richiamare l'attenzione di Tony Blair, allora primo ministro dell'Inghilterra, sulle condizioni degli animali nei laboratori e negli allevamenti.  L'Alf non ha una direzione strategica centrale e i suoi attivisti operano autonomamente e anonimamente in piccoli gruppi definiti cellule. Nel corso degli anni l'associazione si è resa responsabilie di appropriazione indebita di aninali e di danneggiamenti a centri farmaceutici, ospedali, università e aziende. Vengono contestati ad Alf anche l'invio di pacchi bomba, incendi dolosi, avvelenamento di generi alimentari. Il consiglio europeo inserisce l'associazione tra le organizzazioni terroristiche. In Italia ha colpito soprattutto a Firenze, Milano, Torino, Roma, Rimini e Bologna.

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