Sicurezza
Ex macello in vendita da 20 anni
Elisa Valentini
◗
Lex macello di Cutigliano e il sindaco Ceccarelli Il Comune non riesce a sbarazzarsene. Il 30 ennesima asta
3 MINUTI DI LETTURA
CUTIGLIANO. Un nuovo tentativo di vendita al pubblico incanto si è intrapreso da pochi giorni per l'immobile comunale degli ex-macelli di via Cantamaggio. A renderlo noto è la responsabile dell'area tecnica Elisa Soggiu che, a seguito dell'approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari avvenuta lo scorso 30 giugno in consiglio comunale, ha ratificato il 27 agosto la bozza di bando formulata dalla giunta. 109.576 euro è il prezzo di partenza risultante dalla stima del geometra Federico Bonechi e comprendente, a differenza dei precedenti tentativi di vendita, non soltanto il piano terra dell'immobile ex-macelli con corte esclusiva ed area magazzino, ma anche un terreno, in parte edificabile, situato fra l'edificio ed il piazzale Sant'Antonio. Il totale si ottiene sommando gli 84.940 euro dell'immobile (con corte e magazzino) alle stime del terreno quantificate in 22.460 per la parte edificabile e 2.176 per quella a destinazione agricola. L'edificio principale, costruito negli anni Trenta per ospitare i macelli pubblici, si presenta oggi «in stato conservativo scadente - si legge nella relazione tecnica - la porzione oggetto di stima (e dunque di vendita) è posta al piano terra, occupa una superficie lorda di circa mq 134 ed è composta da 4 vani con altezza utile di 3,5 m, oltre a corte esclusiva di circa mq 160 e piccolo magazzino distaccato in muratura. Tutti i locali sono privi di pavimentazione e impianto di riscaldamento». Impianto elettrico non conforme alla normativa, servizi igienici non funzionanti. In adiacenza si trova un secondo magazzino in stato di crollo e stimato solo per il valore dell'area. Le corti esclusive saranno gravate da due servitù di passo a favore di Telecom Italia (proprietaria del primo piano degli ex Macelli dal 1989) ed del Comune di Cutigliano per l'accesso ai cassonetti dell'immondizia. L'alienazione del complesso (possibile anche nelle singole parti) consentirebbe all'amministrazione di smobilizzare risorse finanziare in bilancio. D'altro canto, non incoraggia l'esito dei precedenti tentativi di vendita, tutti sfociati in un niente di fatto. La prima menzione risale al 1992, quando il consiglio comunale del 26 settembre deliberò l'inserimento degli ex-macelli (piano terra e terreno circostante) nell'elenco dei beni alienabili. Nel 1993 furono indette due aste pubbliche consecutive con base originaria di 135 milioni delle vecchie lire (circa 70mila euro al lordo dell'inflazione) entrambe andate deserte. Seguì allora la delibera di alienazione con trattativa privata. Nel corso degli anni si manifestò l'interesse prima della Comunità montana, poi del Corpo forestale dello stato, quest'ultimo seguito da un fitto scambio di documentazione dal 2005 al 2008. Ma l'intenzione di porvi la nuova sede del corpo Forestale tramontò con la soppressione del comando di Cutigliano. Seguirono altre due aste con scadenza gennaio 2010 e aprile 2010, quest'ultima con base di partenza (non comprensiva del terreno prospiciente S. Antonio) di 112.684 euro. «Si tratta di un'offerta appetibile - commenta il sindaco Ceccarelli - il complesso è privo di particolari vincoli di destinazione e potrebbe essere usato anche a fini commerciali. Se si paragona agli attuali prezzi sul mercato immobiliare, il costo risulta davvero modesto». Le offerte dovranno pervenire entro le 12 del 30 settembre al palazzo municipale dove il 1 ottobre avrà luogo l'asta pubblica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
