Sicurezza
La crisi del settore trainante delleconomia quarratina grava soprattutto sulle imprese più piccole
«Ormai ci fanno prezzi da cinesi»
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Paolo Spadoni, responsabile settore legno della Cna e Andrea Mazzanti al lavoro nella sua azienda L'allarme degli artigiani terzisti del mobile: «Le industrie cercano altrove»
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QUARRATA. «A Quarrata i prezzi sono da cinesi. Lavori tutto il giorno, in tempi strettissimi, e alla fine della giornata fatturi 50 euro. È improponibile». La voce è di uno dei tanti piccoli artigiani quarratini, per lo più terzisti e ditte dell'indotto dei grandi salottieri. Con la crisi del mobile e la rincorsa al prezzo di produzione più basso, stanno subendo più di ogni altro il peso della crisi. Non una novità per Quarrata. Dopo la riapertura della produzione dalla pausa estiva, quella ripresa che, alla fine del 2010, sembrava dover arrivare entro il 2011, in realtà, non c'è stata. «È ancora presto per fare bilanci - spiega Andrea Mazzanti, titolare dell'azienda A-Tre e presidente settore arredo in Confartigianato - ma la situazione, inutile negarlo, è depressa. Le industrie locali hanno stravolto la produzione. Adesso vanno a farsi produrre i pezzi altrove, a Montemurlo magari. Fino a qualche anno fa, c'era la possibilità di reinventarsi, trovare nuovi contatti in alberghi, nuove tappezzerie del centro, aziende di livello più alto. Ora, a Quarrata i prezzi sono da cinesi, per tutti. Anche se si lavora non si guadagna: tempi strettissimi e prezzi bassissimi. Poi c'è stato anche il fallimento di Aiazzone: qualcuno c'era dentro, anche di Quarrata». Il banco di prova per i terzisti sarà questo autunno: «Io faccio un semilavorato - spiega Claudio Bonfanti di Artigiangomma - i miei clienti sono salottieri. Parlando anche con altri produttori, il quadro che ne emerge è che di ordini non ce ne sono e anche i pagamenti arrivano in ritardo. Forse ci sarà più movimento da ora fino a Natale, periodo in cui solitamente il lavoro c'è. Se anche in questi mesi i ritmi degli ordinativi non aumenteranno, a fine 2011 qualche azienda si troverà di fronte alla chiusura». «La ripresa non c'è - conferma Paolo Spadoni, Cna -. Dopo la pausa estiva poco è cambiato rispetto al resto dell'anno. Anzi. Le previsioni parlano di un peggioramento, seppur modesto, del terzo trimestre 2011. Il problema della concorrenza sleale non è nuovo. Anzi. Secondo me si è stabilizzato dall'anno scorso. Il problema adesso, per i terzisti, sono le grandi aziende: anche loro mettono in cassa integrazione e anche loro sono in crisi. Il termomentro vero, comunque, è ancora la fiera di Milano a cui partecipano ancora una trentina di aziende, delle 40 di un paio di anni fa. In questi giorni c'è la fiera di Crocus, in Russia, a cui partecipano 7 o 8 aziende quarratine». M.Q.
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