Sicurezza
«Non pagheremo i fornitori»
Venti Comuni aderiscono all'iniziativa dell'Anci. Assenti Montale e Pescia
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PISTOIA. Hanno sfilato per le vie del centro, la fascia tricolore a ricordare il loro ruolo istituzionale e i volantini in mano per spiegare che quel ruolo, loro, i sindaci dei Comuni pistoiesi, non saranno più in grado di onorarlo come vorrebbero, garantendo servizi primari di qualità ai cittadini che li hanno votati. Diciotto sindaci hanno manifestato ieri contro i tagli agli enti locali previsti dall'ultima manovra del governo. A fine mattinata sono stati ricevuti dal prefetto Mauro Lubatti. «Non è - afferma il sindaco di Pistoia Renzo Berti nella Sala consiliare di Palazzo di Giano - solo un problema, gravissimo, di tagli, ma anche di tempi. Trovarci a parlare, a metà settembre, dei tagli del governo è come dire a un transatlantico di virare quando ha un iceberg a dieci metri». Venti dei 22 Comuni del Pistoiese hanno aderito allo sciopero di protesta promosso dall'Anci (l'Associazione nazionale dei Comuni italiani): Pistoia, Quarrata, Montecatini Terme, Abetone, Agliana, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Massa e Cozzile, Monsummano Terme, Pieve a Nievole, Piteglio, Ponte Buggianese, Sambuca, San Marcello, Serravalle Pistoiese, Uzzano. Grandi assenti Montale e Pescia. «Mi spiace, perché - asserisce Berti - non si trattava di un'iniziativa di parte. Nell'Anci ci sono Comuni di destra e di sinistra». Di protesta baipartisan parla anche Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello, che evidenzia l'adesione dei "vicini" Piteglio e Cutigliano. A rendere gravoso il gioco di prestigio con i conti pubblici, hanno evidenziato i sindaci, saranno l'ulteriore stretta sul patto di stabilità e l'aumento dell'Iva. Secondo una previsione dell'Anci nel 2012 la manovra economica del governo costerà ai Comuni toscani 458 milioni di euro: un aggravio determinato non tanto da una ulteriore riduzione dei trasferimenti statali, quanto dal notevole innalzamento del saldo programmatico legato al rispetto del patto di stabilità interno. La manovra comporterà una riduzione delle risorse a disposizione di ciascun cittadino di altri 123 euro rispetto all'anno precedente. "Soltanto" 68 milioni sono da attribuire ad un effettivo ulteriore taglio di trasferimenti erariali, mentre i restanti 390 milioni sono risorse che, anche se presenti nelle casse comunali, non potranno essere spese perché bloccate dai rigidi vincoli imposti dal patto di stabilità interno. «Per rispettare il patto - afferma Berti - non saremo in grado di pagare i fornitori sin da gennaio. Questo significa colpire a morte anche le piccole imprese locali». I Comuni pistoiesi, e Pistoia in testa, hanno già garantito la propria adesione all'iniziativa del 1º ottobre: l'open day dei Comuni di Toscana e Emilia Romagna. «Le porte degli enti locali - spiega Berti - saranno aperte ai cittadini. Sindaci e assessori spiegheranno come l'ulteriore taglio dei trasferimenti deciso dal governo colpirà ancora una volta le fasce di popolazione più debole». In serata, poi, verrà ritardata l'accensione degli impianti pubblici di illuminazione. «Un'azione simbolica - continua Berti - per dire che i Comuni, in questa situazione, rischiano inesorabilmente di spegnersi e non riaccendersi più, non potendo assolvere alle loro funzioni e garantire certi servizi alle loro comunità». In una mattina di metà settembre dalle temperature ancora estive, diciassette primi cittadini (altri tre hanno dato la loro adesione ma non sono potuti essere presenti) e alcuni rappresentanti della Cgil (pieno appoggio anche dal sindacato di Gessica Beneforti) hanno sfilato per le vie del centro storico distribuendo volantini a cittadini incuriositi. "I tagli ai Comuni sono tagli ai tuoi diritti", c'era scritto nel foglietto, e i sindaci hanno invitato i passanti ad aderire all'open day del primo ottobre. Tiziana Gori Altri servizi a pag. 5
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