Gioco
Nessuno si muove, al campo sportivo ci pensano i ragazzi
Marta Quilici
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Un'estate passata tra carriole, rastrelli e tenaglie per oltre una trentina di ragazzini di Bonelle: si sono autotassati, hanno fatto collette e un po' di volontariato per racimolare ancora altro aiuto. Poi si sono arricciati le maniche, hanno comprato il materiale e si sono messi a lavoro: mattina e pomeriggio da oltre un mese per ridare vita e decoro al campo sportivo del paese, loro ritrovo abituale. Hanno già raccolto un bel gruzzoletto, immediatamente reinvestito nell'acquisto di materiale. Adesso, però, servirebbero altri 200-300 euro per completare la recinzione.
Il loro appello va, adesso, alla Circoscrizione e al Comune che li aiutino a completare l'opera. Lo avevano segnalato tante volte, gli abitanti di Bonelle, che quel campino sportivo, ritrovo dei ragazzi, ma anche centro aggregativo per tutto il paese, era in pessime condizioni. Le erbacce in mezzo al campo, la recinzione del campino piena di buchi, i ferri sporgenti, le porte da calcetto ormai senza la rete, il bocciodromo diventato ricettacolo di rifiuti, erbacce ed acqua stagnante. Nessuno, però, era mai corso ai ripari. Da una parte la Circoscrizione senza soldi, dall'altra il Comune alle prese con molte altre situazioni simili.
Nessuno se ne era mai occupato. Neppure dopo la petizione di firme iniziata in primavera dai ragazzi stessi, niente si era mosso per porre rimedio. Così, ci hanno pensato loro: una trentina di giovani, tra bambini e adolescenti, da oltre un mese, mattina e pomeriggio, tutti i giorni, sta lavorando per rimettere a nuovo il campino di Bonelle. «Noi ci ritroviamo qui tutto l'anno - spiega Alessio, 15 anni - ed eravamo stanchi di stare in un posto lasciato al degrado». Il più piccolo della compagnia ha appena 10 anni e anche se il rastrello che tiene in mano è ben più alto di lui, non si fa prendere dallo sconforto e pulisce senza fatica il perimetro del campino.
Il più grande è appena maggiorenne e frequenta la quarta superiore: senza maglia per il caldo (come tutti gli altri ragazzi), si mette a disposizione per i lavori un po' più pesanti. Sono Claudio, Gabriele, "Pippo", Andrea, Alessio, Federico e tanti altri. Ci sono anche le ragazze. E non stanno certo a guardare. Erika ad esempio tra le più attive. Hanno già investito 80 euro per rifare le reti delle porte da calcetto. Altri 130 euro, sempre provenienti da collette, li hanno usati per acquistare la rete di recinzione che, però, basterà solo per un lato del campino. Altro materiale, come l'ombreggiante che separa il campo da calcetto da quello da tennis, lo hanno trovato per strada o gli è stato donato da gente del paese. «Le condizioni del campino erano indecenti - racconta Claudio-. Quando si giocava, il pallone andava sempre fuori perché la rete era piena di buchi.
A volte finiva anche nel campo da tennis e i tennisti se la rifacevano con noi se la palla interrompeva la loro partita. Adesso abbiamo, intanto, rifatto il divisorio tra i due campi". «Ci siamo autotassati - spiega Alessio, 14 anni -: un euro e mezzo a testa. Poi siamo andati a chiedere qualcosa alle famiglie e alla gente del paese. Faremo anche un po' di volontariato alla festa del Circolo (in molti già lo facciamo), così ci danno qualcosa anche loro: ce l'hanno già detto». Oltre al campino è stato pulito anche il bocciodromo: «da oltre un mese - spiega Andrea, 14 anni - la mattina e il pomeriggio si lavora e la sera si gioca a pallone».
«In primavera avevamo iniziato una petizione - spiega Federico, 15 anni -. Abbiamo già raccolto molte firme e tra poco le consegneremo in Comune. Chiedevamo che venisse risistemato il campino. Adesso che lo stiamo facendo noi (con il permesso della Circoscrizione), vorremmo almeno che ci venisse dato un aiuto a terminare il lavoro. Per la manodopera ci pensiamo noi: siamo tanti e abbiamo voglia di lavorare. Ci manca il materiale».
Il loro appello va, adesso, alla Circoscrizione e al Comune che li aiutino a completare l'opera. Lo avevano segnalato tante volte, gli abitanti di Bonelle, che quel campino sportivo, ritrovo dei ragazzi, ma anche centro aggregativo per tutto il paese, era in pessime condizioni. Le erbacce in mezzo al campo, la recinzione del campino piena di buchi, i ferri sporgenti, le porte da calcetto ormai senza la rete, il bocciodromo diventato ricettacolo di rifiuti, erbacce ed acqua stagnante. Nessuno, però, era mai corso ai ripari. Da una parte la Circoscrizione senza soldi, dall'altra il Comune alle prese con molte altre situazioni simili.
Nessuno se ne era mai occupato. Neppure dopo la petizione di firme iniziata in primavera dai ragazzi stessi, niente si era mosso per porre rimedio. Così, ci hanno pensato loro: una trentina di giovani, tra bambini e adolescenti, da oltre un mese, mattina e pomeriggio, tutti i giorni, sta lavorando per rimettere a nuovo il campino di Bonelle. «Noi ci ritroviamo qui tutto l'anno - spiega Alessio, 15 anni - ed eravamo stanchi di stare in un posto lasciato al degrado». Il più piccolo della compagnia ha appena 10 anni e anche se il rastrello che tiene in mano è ben più alto di lui, non si fa prendere dallo sconforto e pulisce senza fatica il perimetro del campino.
Il più grande è appena maggiorenne e frequenta la quarta superiore: senza maglia per il caldo (come tutti gli altri ragazzi), si mette a disposizione per i lavori un po' più pesanti. Sono Claudio, Gabriele, "Pippo", Andrea, Alessio, Federico e tanti altri. Ci sono anche le ragazze. E non stanno certo a guardare. Erika ad esempio tra le più attive. Hanno già investito 80 euro per rifare le reti delle porte da calcetto. Altri 130 euro, sempre provenienti da collette, li hanno usati per acquistare la rete di recinzione che, però, basterà solo per un lato del campino. Altro materiale, come l'ombreggiante che separa il campo da calcetto da quello da tennis, lo hanno trovato per strada o gli è stato donato da gente del paese. «Le condizioni del campino erano indecenti - racconta Claudio-. Quando si giocava, il pallone andava sempre fuori perché la rete era piena di buchi.
A volte finiva anche nel campo da tennis e i tennisti se la rifacevano con noi se la palla interrompeva la loro partita. Adesso abbiamo, intanto, rifatto il divisorio tra i due campi". «Ci siamo autotassati - spiega Alessio, 14 anni -: un euro e mezzo a testa. Poi siamo andati a chiedere qualcosa alle famiglie e alla gente del paese. Faremo anche un po' di volontariato alla festa del Circolo (in molti già lo facciamo), così ci danno qualcosa anche loro: ce l'hanno già detto». Oltre al campino è stato pulito anche il bocciodromo: «da oltre un mese - spiega Andrea, 14 anni - la mattina e il pomeriggio si lavora e la sera si gioca a pallone».
«In primavera avevamo iniziato una petizione - spiega Federico, 15 anni -. Abbiamo già raccolto molte firme e tra poco le consegneremo in Comune. Chiedevamo che venisse risistemato il campino. Adesso che lo stiamo facendo noi (con il permesso della Circoscrizione), vorremmo almeno che ci venisse dato un aiuto a terminare il lavoro. Per la manodopera ci pensiamo noi: siamo tanti e abbiamo voglia di lavorare. Ci manca il materiale».
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