Il Tirreno

Pistoia

Per Breda una "terapia d'urto"

Treni in corso di costruzione nello stabilimento di Pistoia
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Treni in corso di costruzione nello stabilimento di Pistoia

Le idee dell'ad Manfellotto per rilanciare il gruppo. Sindacati cauti

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 PISTOIA. Poche novità sostanziali dall'incontro di ieri a Roma tra il coordinamento nazionale delle rappresentanze sindacali AnsaldoBreda e dei sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl con il nuovo amministratore delegato dell'azienda Maurizio Manfellotto, che si è presentato insieme al direttore delle risorse umane Salvatore Illiano.  L'incontro non ha chiarito quali siano le strategie di Finmeccanica sul futuro del gruppo pistoiese napoletano, rendendo quindi ancora più necessario un ulteriore chiarimento in tempi brevi.  Manfellotto ha invece accennato le prossime mosse per il risanamento aziendale, rimandando però alla fine di ottobre la presentazione di un piano di azione concreto, dopo una fase di monitoraggio che finirà a metà ottobre: «Una sorta di terapia d'urto in tempi brevi - spiegano Fiom, Fim, Uilm e Uglm in una nota diffusa ieri - nei confronti di tutta la popolazione aziendale che deve essere coinvolta in un percorso motivazionale».  «Ci ha detto - spiega Francesco Nebbia, coordinatore dell'Rsu pistoiese - che ha visto i lavoratori "un po' demotivati". Sinceramente mi sembra il minimo visto che ancora nessuno ci ha rassicurato sul nostro futuro».  Manfellotto ha sottolineato la necessità di collaborazione tra i quattro stabilimenti del gruppo attraverso «la costruzione di una squadra di lavoro, la stesura di un piano organizzativo costantemente verificabile, interventi immediati e miglioramento dell'efficienza».  I sindacati hanno ribadito la centralità dell'accordo del marzo 2010 che prevedeva sacrifici per i lavoratori, già attuati in termini di cassa integrazione, ma anche investimenti da parte di Finmeccanica, che finora non ci sono stati.  «Manfellotto - spiega Nebbia - ha detto di voler ampliare l'accordo di marzo: noi siamo disponibili, ma dev'esser chiaro che i lavoratori hanno già fatto la loro parte e ora tocca all'azienda. Rivolgendosi ai dirigenti ha anche detto che chi non sarà allineato al suo nuovo progetto sarà libero di andarsene». M.Q.

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