Attenzione
I Comuni chiedono l'inchiesta interna
Beatrice Faragli
◗
La salma pietosamente avvolta in un sacco nero allesterno del capannone Scatragli: «Bennardo lavorava per la Ladurner, chi gli ha dato l'incarico?»
3 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. Un fondo-famiglia per la moglie e i figli di Salvatore Bennardo. A chiederlo è il sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori. «Bisogna stare vicini a queste persone soprattuto dopo che si saranno spente le luci su questa assurda tragedia, perchè non dobbiamo lasciare solo nessuno», spiega il primo cittadino a un giorno dalla morte dell'imprenditore edile. «Mi sto informando proprio sulla possibilità di ottenere dei fondi - continua il sindaco -. Probabilmente ci saranno delle risorse predisposte dalla Prefettura». Bennardo è morto martedì, intorno alle 14, mentre stava lavorando sul tetto della piattaforma ecologica Maciste, un capannone dell'area Cis in via Tobagi, a Montale. La copertura ha ceduto improvvisamente e per il muratore non c'è stato scampo. E' caduto giù, nel vuoto, per otto metri. L'hanno ritrovato a terra con l'imbracatura addosso. Il dispositivo di sicurezza era stata sganciato, forse, per fare alcune misurazioni. Ora i sindaci di Quarrata, Agliana e Montale chiedono l'avvio di un'indagine interna al Cis. Bennardo, infatti, lavorava per la Ladurner Impianti, gestore dell'inceneritore montalese, e non per il Consorzio di gestione dei pubblici servizi (con soci Cis Spa, azienda a capitale pubblico di proprietà dei Comuni di Quarrata, Agliana e Montale, e il Comune di Buggiano). Resta da chiarire come mai, martedì, l'imprenditore stesse lavorando sul tetto della piattaforma Maciste, una struttura sotto la responsabilità di Cis srl. Sull'incidente sta indagando la magistratura. «C'è da capire - commenta il sindaco di Montale, David Scatragli - da dove è partito l'ordine. Chi ha dato l'incarico a Bennardo? Ieri (martedì, ndr) non è venuto fuori niente. So solo che qualche tempo fa erano stati chiesti dall'azienda alcuni preventivi per ripristinare la copertura della piattaforma. Filtrava l'acqua da due punti del tetto». L'imprenditore quindi, titolare dell'omonima ditta edile subappaltatrice dell'azienda Ladurner, potrebbe essere salito sulla copertura per fare un sopralluogo. «Lui - dice la Gori - aveva finito il lavoro nell'area dell'inceneritore e lì, nella zona della piattaforma Maciste, non ci doveva essere. Lavorava per la Ladurner: perchè era su quel capannone allora? Qualcuno, di sicuro, ce l'ha mandato». Dal Cis, per adesso, nessuna risposta. «Allo scopo di non intralciare minimamente l'attività della magistratura - ha dichiarato il presidente Edoardo Franceschi in una nota stampa - l'azienda, anche nel rispetto di questo tragico momento luttuoso, ritiene di rimandare ogni ulteriore dichiarazione alla conclusione delle indagini, che sono tuttora in corso». In cantiere, come Salvatore, hanno perso la vita anche il padre Vincenzo, nel '79 a Montemurlo, e il fratello Carmine, nell '85 a Mezzana. Una scia di sangue e di dolore che sconvolge. Sicurezza sul lavoro e salvaguardia dei lavoratori: «Deve cambiare la mentalità di tutti» dice il sindaco di Quarrata. «La morte - continua - passa troppo spesso tra i ponteggi, i macchinari, gli attrezzi, e non dobbiamo permetterlo». ALTRI SERVIZI A PAG. 2
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
