Il Tirreno

Pistoia

Niente cassa integrazione alla Rsm

Tiziana Gori
Michele Gargini, Cgil
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Michele Gargini, Cgil

Il no di Cipolletti, che si impegna a pagare gli stipendi di giugno e luglio

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 PISTOIA. L'unità di crisi in Provincia non ha dissolto i dubbi né stemperato i malumori. L'amministratore delegato del gruppo Inalco, a cui fanno capo sia la Infra di Ponte alla Pergola che la Rsm di Montale, si è presentato all'incontro a lungo sollecitato dai sindacati, ma non ha portato le buone novelle attese.  I circa 80 lavoratori delle due aziende, specializzate nella ricerca e produzione di additivi per il settore farmaceutico, sono in arretrato di quattro mensilità. In atto la cassa integrazione a rotazione alla Infra, e il contratto di solidarietà (che consente di percepire metà stipendio) alla Rsm. Inalco ha disatteso i due piani di rientro firmati con i sindacati ad aprile e maggio, e non ha dato risposte alle richieste di incontro formulate a luglio.  Ieri, Giovanni Cipolletti, ad del gruppo societario lombardo, si è presentato in piazza San Leone. Sguardo severo, capo chino, ha avuto un sorriso solo per i "suoi" dipendenti, con cui si è soffermato un attimo prima di entrare in Provincia. Tre ore di confronto, a tratti anche molto acceso, non sono bastate a dare la conferma che, perlomeno gli stipendi arretrati, saranno pagati.  «Abbiamo chiesto - spiegano Michele Gargini, Filctem Cgil, e Adriano Valori, Uilcem Uil - la cassa integrazione completa, in modo da far percepire quantomeno 800 euro al mese a tutti i lavoratori (con il contratto di solidarietà ricevono circa 600 euro, ndr), ma Cipolletti non è stato d'accordo. È in corso una produzione sperimentale che, anche se con modalità ridotte com'è adesso, deve essere portata avanti».  I lavoratori sono in arretrato delle mensilità di giugno, luglio e agosto. La tranche di giugno doveva essere pagata ad agosto ma così non è stato. «Cipolletti - spiega Magnanensi - ha preso l'impegno a versare lo stipendio di giugno e un terzo di quello di luglio: in tutto 157mila euro. Il 50% martedì prossimo, l'altro 50% a fine mese».  «Abbiamo fatto 30, faremo 31 - commenta Valori - Attendiamo sino a fine settembre. Nel caso i patti non fossero nuovamente mantenuti non escludo che si possa fare ricorso all'ingiunzione fallimentare in tribunale».  E le prospettive future? «Cipolletti - spiega Valori - ha parlato di una cordata di imprenditori pistoiesi, guidati da un imprenditore livornese, interessati a rilevare un ramo d'azienda. Ma la loro offerta sarebbe stata troppo bassa. Inalco sta valutando un'altra offerta, di un gruppo interessato ad acquisire delle quote entrando come socio, e anche a far ripartire la produzione del lattulosio. Ha garantito che la questione sarà definita entro tre mesi».  Intanto i dipendenti continueranno a lavorare. Perlomento sino a fine mese. Dopo, gratuitamente, seppur per il bene della ricerca, potrebbero non essere più intenzionati a farlo.

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