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Pistoia

Muore sul lavoro, come il padre e il fratello

Muore sul lavoro, come il padre e il fratello

Salvatore Bennardo, 47 anni, è caduto da un tetto di otto metri. Aveva l'imbracatura. Si indaga sulla dinamica. Il cordoglio del consiglio regionale e del mondo sindacale

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Un lavoratore è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nell'area del Consorzio intercomunale servizi (Cis) di Montale, alla piattaforma ecologica Maciste. L'uomo, Salvatore Bennardo, 47 anni di Prato, era il titolare di un'azienda di manutenzione dell'impianto dell'inceneritore. È precipitato da un tetto di oltre 8 metri, su cui era salito con l'imbracatura. Sono in corso le indagini per stabilire la dinamica della morte. Con lui, al momento dell'incidente, c'era un suo dipendente: pare che i due stessero effettuando un sopralluogo.

Salvatore è morto esattamente come suo padre Vincenzo, precipitato da un tetto, 32 anni fa a Montemurlo; e come suo fratello Carmine, colpito da una rete metallica su un’impalcatura, a Mezzana, nel 1985. Tre pagine tragiche della famiglia Bennardo, originaria di San Pietro in Guarano, un paesino in provincia di Cosenza.

I colleghi di Bennardo hanno chiesto immediatamente l'intervento dei soccorritori che arrivati sul luogo hanno provato inutilmente a rianimarlo. In una nota il presidente del Cis, Edoardo Franceschi, esprime anche a nome del Consorzio e delle Amministrazioni comunali, il suo cordoglio alla famiglia. Anche il Consiglio regionale della Toscana ha osservato un minuto di silenzio.

LE REAZIONI

Cordoglio per l'incidente sul lavoro a Montale (Pistoia), costato oggi la vita a un imprenditore edile, è stato espresso dai consiglieri regionali del Pd Gianfranco Venturi e Caterina Bini, e da Marta Gazzarri e Roberto Rizzo, rispettivamente capogruppo in Consiglio regionale e responsabile del dipartimento lavoro dell'Idv toscano. «Siamo vicini alla famiglia e ai colleghi del lavoratore - affermano Venturi e Bini -, mentre, in attesa di ulteriori dettagli sulle modalità del tragico avvenimento, ci auguriamo che le indagini della magistratura possano accertarne rapidamente le cause. Di fronte a una morte bianca, nonostante il ripetersi di tali eventi, non riusciamo a capacitarci di come ancora oggi si debba pagare un tributo così severo e doloroso al normale svolgimento di un'attività lavorativa. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non bisogna abbassare la guardia, mai». «Si continuano a chiamare incidenti, ma con questo numero elevato di morti e di infortuni non possono più essere considerati accidentali, bensì una vera e propria guerra, uno stillicidio giornaliero», è il commento di Rizzo. «Come Idv - commenta Gazzarri - a livello regionale, a settembre, presenteremo tutta una serie di proposte concrete in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e prevenzione proprio per porre fine a queste continue tragedie».

«Il nostro pensiero va innanzitutto al dolore dei familiari, la moglie e i due figli, del giovane imprenditore Salvatore Bennardo ai quali va tutto il nostro cordoglio». Lo scrive la Cgil di Pistoia. «In attesa che le autorità competenti chiariscano fino in fondo le dinamiche di quanto accaduto» scrive la Cgil che ricorda l'altro imprenditore edile morto il 7 settembre scorso a Montecatini, «non possiamo tacere il fatto, che a distanza di 9 mesi da un altro episodio in cui è rimasto vittima un piccolo imprenditore, non c'è stato alcun segnale fattivo all'invito allora fatto da Cgil, Cisl e Uil alle associazioni datoriali per attivare un tavolo straordinario che coinvolga anche gli enti e servizi ispettivi, per mantenere alta, a tutti i livelli, l'attenzione e la sensibilizzazione sulla materia dei rischi negli ambiti lavorativi».

«Affermiamo ciò non per attivare una polemica a poche ore dalla tragedia avvenuta. Ma fermare il fenomeno degli infortuni sul lavoro si può e si deve, attraverso anche la condivisione di iniziative comuni, che devono sempre più tenere conto delle responsabilità di ciascuno - continua il sindacato -, comprendendo in questa corresponsabilità anche chi commissiona i lavori alle ditte in appalto». «Non vogliamo più piangere questi drammi come avvenuto sino ad ora, in seguito ad episodi come quello di oggi, con un senso di impotenza - conclude la nota -, ma vorremo che da parte di tutti si attivasse una rete sociale per prevenire il fenomeno e scongiurare il verificarsi di altre tragedie».

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