Il Tirreno

Pistoia

La campanella suona per tutti e il Pd protesta

Gianni Parrini
Riprendono le lezioni in tutte le scuole
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Riprendono le lezioni in tutte le scuole

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 PISTOIA. Ieri, oggi, domani. O giù di lì. L'apertura delle scuole pistoiesi quest'anno sembra prendere spunto dal titolo di un vecchio film di Vittorio de Sica, con un ritorno dietro ai banchi che più scaglionato di così non si potrebbe immaginare. Dopo i ragazzi del liceo Petrocchi, dell'istituto Barone e dell'Einaudi, che hanno risposto all'appello già a partire da lunedì, questa mattina toccherà a tutti gli altri. La campanella della prima ora suonerà per gli studenti dello scientifico Amedeo (orario dalle 8 alle 11, tranne che per le matricole che entreranno un'ora dopo), del Pacini (alle 8 per le classi prime e alle 10 per tutte le altre), del liceo Forteguerri (lezione dalle ore 9 alle 12 per le prime, mentre per tutti gli altri l'orario previsto va dalle 8 alle 11) e del Pacinotti (a parte i ragazzi del primo anno che hanno preso posto sui banchi già lunedì).  Ancora qualche giorno di vacanza, invece, per gli studenti del Fedi-Fermi, l'istituto tecnologico nato dall'accorpamento del vecchio geometri con il tecnico industriale. Problemi organizzatevi legati alla gestione delle aule e dei laboratori hanno consigliato di posticipare di qualche giorno la riapertura.  Su questo inizio di anno scolastico pesa immancabilmente la scure delle riforme governative e dei minori trasferimenti agli enti locali e i conseguenti disagi hanno investito anche le scuole dell'infanzia. Alla materna Anna Frank e alla Girandola, ad esempio, i bambini di alcune classi non sono potuti rientrare a causa di ritardi nella nomina del personale per questioni burocratiche.  Così, per protestare contro "classi sgarrupate" e insegnanti numericamente insufficienti domani, davanti alle scuole superiori, ci saranno anche giovani democratici ed esponenti del Pd di Pistoia. «Lo scopo di questa iniziativa - si legge in un comunicato - È tenere alta l'attenzione rispetto al trattamento che questo governo ha riservato alla scuola pubblica italiana. I tagli indiscriminati della coppia Tremonti-Gelmini sono stati effettuati in modo indiscriminato: ore di lezione ridotte, classi sovraffollate, nessun investimento sull'edilizia sono alcuni dei nodi che sono già venuti al pettine. E le nostre preoccupazioni aumentano rispetto a quanto affermato dal Governo nel Def per cui nuovi contenimenti di spesa saranno previsti con l'obiettivo di una "riduzione strutturale della popolazione scolastica". Una prospettiva sconcertante.»

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