Il Tirreno

Pistoia

Spunta un parco archeologico

Elisa Valentini
Alcuni degli antichi tumuli
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Alcuni degli antichi tumuli

Antichi tumuli di pietra al rio delle Lame, forse un recinto sacro pre-etrusco

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 PITEGLIO. Una grossa novità ha sorpreso gli oltre 70 partecipanti alla tradizionale "passeggiata in Lambrure" che, organizzata dalla locale Proloco, è divenuta un appuntamento fisso dell'estate piteglina. Quest'anno, però, gli organizzatori hanno introdotto una deviazione al consueto itinerario con partenza da piazza Fratelli Guermani e traguardo nei pressi del Ponte di Castruccio. Un po' di strada in più, ma il gioco è valso la candela, poiché la nuova attrazione ha lasciato tutti a bocca aperta. A meravigliare è stata la visita al sito archeologico Rio delle Lame che, situato nei pressi del podere La fontana, è tuttora oggetto di studio da parte della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana. La scenografia è davvero sorprendente. Da una fascia di terra, ricompresa come un'isola fra due tortuosi ruscelli, emergono dieci tumuli di varia ampiezza, costruiti in blocchi di pietra arenaria anche di notevoli dimensioni. Il sito fu portato alla luce alcuni mesi or sono, dopo che il proprietario del fondo Giuseppe Nesti ne aveva segnalato la presenza ad alcuni ricercatori locali. Furono poi i volontari del Gruppo ricerche storiche Valle Lune di San Marcello ad effettuare i primi sopralluoghi occupandosi della pulitura meticolosa di tutto il declivio boscoso. Il sopralluogo del personale della Soprintendenza ha messo in evidenza alcuni dettagli interessanti, come la particolare disposizione dei tumuli e tracce di lavorazione nelle pietre. Tuttavia, il mancato ritrovamento di utensili non ha ancora permesso l'esatta datazione. Le indagini, condotte dalle dottoresse Perazzi e Taddei, confluiranno presto in una relazione finale. «Ci sono varie ipotesi che escluderebbero la costruzione in tempi recenti o l'utilizzo a scopo funerario - spiega Silvia Zinanni di Proloco - la disposizione a barca con l'estremità volta al borgo di Lucchio e la tecnica costruttiva suggeriscono che non si tratta di macie, cioè di ammassi di sassi derivanti dalla bonifica. Un'ipotesi le riconduce ai Liguri che popolarono il nostro Appennino ancor prima degli Etruschi. Si è parlato anche di un recinto sacro, vista la collocazione fra due torrenti, seppur non isolato da un insediamento più ampio i cui resti sono ancora visibili nell'area circostante». La visita guidata dai volontari del Valle Lune - il cui ricordo è volato all'amico Gabriele Bonino che, recentemente scomparso, aveva contribuito alle ricerche sul sito - si è conclusa alle Dogane con una merenda. «La nostra associazione nacque nel dicembre 2010 per scoprire e valorizzare le emergenze storico-culturali della montagna pistoiese - spiega Fabiano Fini di Valle Lune - stiamo lavorando anche ad un progetto sulla viabilità storica che presenteremo nel corso della cena sociale il prossimo venerdì». Per visite guidate al Rio delle Lame contattare il 338 8393423.

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