Il Tirreno

Pistoia

Dal prossimo anno solo Comprensivi

Francesco Albonetti
Dal prossimo anno solo Comprensivi

Provincia e Comuni al lavoro, a dicembre il piano degli accorpamenti

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 PISTOIA. Primo giorno di scuola all'insegna delle ordinarie magagne, ma senza sussulti particolari, per circa 10mila studenti della provincia. Tutti in classe, anzi quasi tutti, visto che la maggioranza delle scuole superiori entreranno domani e l'istituto Fedi-Fermi addirittura lunedì 19 settembre. E' un anno scolastico di attesa, in vista della vera e propria rivoluzione che scatterà dal prossimo anno.  La novità è quella legata ai futuri accorpamenti delle scuole in istituti comprensivi, ovvero gruppi di scuole che vanno dalle materne alle medie, che dovranno avere non meno di 1000 alunni iscritti. La disposizione è presente in un decreto del governo legato alla manovra finanziaria di luglio e la riorganizzazione scolastica toccherà a Provincia e Comuni.  «Siamo al lavoro per produrre la riorganizzazione scolastica tra novembre e dicembre - dice l'assessore all'istruzione e vicepresidente della Provincia Paolo Magnanensi - Il percorso da compiere è piuttosto lungo e complicato. Nella nostra provincia sono pochi gli istituti comprensivi già formati». Il primo passo, già importante, è stato quello di non assegnare presidi alle scuole con meno di 500 alunni. A Pistoia è già avvenuto dall'anno scorso con la media Roncalli, il cui reggente Michele Ciraolo è anche preside dell'istituto Pacini. «Il percorso dovrà essere graduale e condiviso coi Comuni - prosegue Magnanensi - poiché le Province hanno competenze solo sulle superiori. La situazione è complicata, soprattutto nella piana e in Valdinievole. Meno in montagna, dove c'è già un comprensivo unico con i numeri e, anche se non li avesse, potrebbe avvalersi di deroghe. Ma nel resto del pistoiese abbiamo circoli didattici e scuole autonome, ma pochissimi comprensivi e andrà ridisegnato il tutto. In Valdinievole ci sono casi in cui, per raggiungere i numeri, bisognerà istituire dei comprensivi con scuole di comuni diversi».  Una rivoluzione che non avrà ripercussioni soltanto sui presidi e sul personale, basti pensare a quello amministrativo e di segreteria, ma anche sulle famiglie. Nei comprensivi, infatti, l'alunno effettua l'intero ciclo fino alla media nello stesso istituto. E non è detto, per esempio, che la media del futuro comprensivo a cui il ragazzino che esce dalle elementari viene iscritto, sia la più vicina a casa o la più gradita.  Contributo volontario. Quest'anno i fondi ministeriali per le scuole sono stati tagliati del 71%. Verrà aumentato il cosiddetto "contributo volontario" che le famiglie versano ogni anno per consentire alle scuole l'attività? Sembrerebbe di no. «Non ci saranno variazioni - rassicura Anna Maria Tesi, dirigente del comprensivo Martin Luther Kink - cercheremo di risparmiare e di stare alle necessità con quello che abbiamo a disposizione».  Tre aule in più al Petrocchi. La preside del liceo artistico inizia l'anno col sorriso sulle labbra. «Abbiamo 700 iscritti, con un aumento considerevole rispetto all'anno scorso. Però non mi lamento, perché la Provincia ci ha messo a disposizione tre aule alla ex casa del combattente, una piccola sussursale. E siamo ben messi anche con le fermate degli autobus».

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