Italia
BOTTEGONE
Sconfitta da male incurabile quarantenne fisioterapista
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PISTOIA. È morta ieri mattina, dopo una lunga lotta contro un male incurabile, Natascia Giusti di Bottegone. Aveva compiuto 40 anni a marzo. Abitava insieme ai genitori, Moreno ed Elsa. Non aveva figli, né era sposata, ma aveva una grande vivacità e voglia di vivere. Lascia anche la sorella, più grande di lei di qualche anno, Sabrina. Era conosciutissima a Quarrata, dove da almeno 15 anni lavorava come fisioterapista presso il centro fisioterapico della Misericordia di Quarrata. Aveva iniziato la professione giovanissima: già 20 anni fa aveva lavorato come fisioterapista presso la Misericordia di Pistoia. Poi, dopo pochi anni, si era spostata a Quarrata.
I colleghi e gli amici della Misericordia la ricordano come una grande professionista e come una donna riservata, ma piena di interessi. Aveva una grande sensibilità per le tematiche sociali: si era laureata in psicologia con una tesi sul disagio in età evolutiva. Era una grande appassionata di subacquea: aveva preso il brevetto e aveva partecipato ad alcune immersioni nel Mar Rosso e nell'arcipelago toscano presso l'isola d'Elba e l'isola del Giglio. Non aveva la moto, ma seguiva con grande passione il motociclismo. Da un anno lottava contro una grave malattia che negli ultimi mesi l'aveva costretta ad allontanarsi anche dal suo amato lavoro. Fernando Bisanti, collega da una vita di Natascia, con cui lavorava fianco a fianco al centro fisioterapico quarratino, esprime a nome di tutti i colleghi della Misericordia la loro vicinanza alla famiglia della giovane donna.
I colleghi e gli amici della Misericordia la ricordano come una grande professionista e come una donna riservata, ma piena di interessi. Aveva una grande sensibilità per le tematiche sociali: si era laureata in psicologia con una tesi sul disagio in età evolutiva. Era una grande appassionata di subacquea: aveva preso il brevetto e aveva partecipato ad alcune immersioni nel Mar Rosso e nell'arcipelago toscano presso l'isola d'Elba e l'isola del Giglio. Non aveva la moto, ma seguiva con grande passione il motociclismo. Da un anno lottava contro una grave malattia che negli ultimi mesi l'aveva costretta ad allontanarsi anche dal suo amato lavoro. Fernando Bisanti, collega da una vita di Natascia, con cui lavorava fianco a fianco al centro fisioterapico quarratino, esprime a nome di tutti i colleghi della Misericordia la loro vicinanza alla famiglia della giovane donna.
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