Attenzione
La popolare manifestazione di domani raccontata da alcuni dei protagonisti delle sei edizioni
Quelli che... la biciclettata
Giacomo Carobbi
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I pionieri della Biciclettata davanti allauditorium Simone Gentili: «Occasione per riabbracciare vecchi amici e tornare bambini»
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PISTOIA. Passeggiare in bicicletta, mangiare un panino, farsi due risate in compagnia. Fin qui tutto normale, ma non quando c'è la Biciclettata della Salute: ecco che la normalità si trasforma in festa, grazie alle centinaia di persone che ogni anno la seconda domenica di settembre si danno appuntamento davanti all'Auditorium per il giro in bici più folle e generoso al tempo stesso. Tra gli aficionados della Biciclettata c'è Simone "Gens" Gentili, commercialista e storico frequentatore del Bar Cofax. Gentili detiene un piccolo grande record, quello di essersi guadagnato per due volte il gradino più alto del podio. Nel 1995 è stato il primo tra i dilettanti a scalare il temutissimo Sarripoli, mentre nel 2010 ha vinto nella categoria "maschere di gruppo" come ideatore e co-pilota del leggendario Filini Tank. «Al mondo d'oggi - esordisce Gentili - una manifestazione come la Biciclettata è cosa rara. C'è la goliardia, il divertimento e la possibilità di fare del bene al prossimo. In più è l'occasione per riabbracciare vecchi amici, tornare bambini per un giorno. Ognuno di noi si sveste dei propri panni per entrare appieno nello spirito della Biciclettata». Una "febbre" che inizia presto a dare i suoi sintomi: «Non ci crederete - spiega - ma già durante l'estate si avverte il fermento. Mi è capitato di incontrare alcuni amici al mare, e provate a indovinare l'argomento della conversazione. In questo momento sono a comprare alcuni pezzi per finire di mettere a punto nostra creatura». La curiosità è subito soddisfatta: «Si tratta di un brevetto dell'architetto Cristiano Biagini, un mezzo di trasporto rivoluzionario che abbiamo chiamato "Cubocipite"». La febbre contagia gli stessi organizzatori. Perché? «Sarà per quel seme di follia che Cofax ci ha piantato in testa e nel cuore, la soddisfazione nel vedere il fiume di biciclette che non finisce mai dal ponte di via Macallè, l'orgoglio nel sentire la gente esortarci a rifarla l'anno successivo, la soddisfazione di fare beneficenza. Potrei andare avanti all'infinito». Parole e musica di Massimo Tuci, l'uomo dalle mille risorse (collaudatore Breda, donatore Avis, istruttore di arti marziali, podista e dirigente sportivo) che nelle ultime settimane si è dedicato anima e corpo alla Biciclettata. Il suo record? L'aver partecipato a cinque pedalate su sei. Un pioniere: «Eravamo in una quindicina e la corsa era molto competitiva. Per regolamento ci bloccarono il cambio con il nastro da pacchi, ma qualcuno barò clamorosamente». Nella prima Biciclettata dell'era moderna è stato bagnante, con tanto di pinne maschera e ombrellone. L'anno scorso era Sandokan. Quest'anno, «non ho ancora avuto tempo di pensare al travestimento». Uno che non si traveste mai, ma c'è sempre (con figlio al seguito), è l'orafo Stefano Pissuti. Ogni anno vuole contribuire alle spese di allestimento, di tasca propria. Non è l'unico (la porchetta di quest'anno, ad esempio, è un dono personale di Giacomo "Sweda" Cappelli, neo papà e salentino di adozione), ma è stato il primo: «Sono felice di contribuire e partecipare - spiega -. Le biciclettate le ho vissute tutte, ma alle prime tre non ho potuto partecipare per motivi di lavoro. Però c'ero la notte, a preparare le scritte di incitamento».
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