Il dolore
La norma impone di chiedere il reddito ai clienti, le associazioni vogliono una semplificazione
Ticket, farmacisti in rivolta
Gianni Parrini
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Un farmacista impegnato nellindividuazione delle fasce di reddito «Non siamo dei contabili, l'importo variabile crea disagi»
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PISTOIA. C'è chi allarga le braccia, chi scuote la testa con rassegnazione, chi fa il gesto di puntarsi una pistola alla testa. Il campionario delle reazioni corporee dei farmacisti pistoiesi alla domanda «Come vi trovate con il nuovo sistema per il calcolo dei ticket sui medicinali?» fornisce una risposta quanto mai eloquente. Gesti diversi, ma significato comune: scoramento, fastidio e un pizzico di indignazione. La norma che da agosto introduce un ticket variabile a seconda del reddito, ha trasformato i farmacisti in contabili. «Siamo costretti a chiedere ai clienti quanto hanno dichiarato per calcolare l'importo del ticket che devono pagare - spiega Giacomo Banci, titolare della omonima farmacia - È chiaramente una cosa antipatica. Solo il 5% dei cittadini è informato, gli altri cadono dalle nuvole e dobbiamo perdere un po' di tempo per spiegare loro le nuove regole e questo crea disagi e code». I farmacisti si sentono sviliti nella loro professionalità, costretti come sono a discutere di stipendi e indicatori Isee: «Siamo stati declassati - spiega Luciano Vitale, collaboratore alla farmacia Nannucci - Ormai ci occupiamo più dei guadagni dei nostri clienti che dei loro malanni. Sembra di essere esattori e la cosa è imbarazzante. Talvolta, infatti, ci troviamo di fronte persone che conosciamo bene e quando chiediamo loro il reddito, alcune si sentono in dovere di giustificare i propri introiti». I farmacisti sono tenuti a indicare sulla ricetta prescritta dal medico il codice che indica l'appartenenza a una delle quattro fasce di reddito familiare lordo previste dalla normativa: da 0 a 36mila euro si è esentati; da 36mila a 70mila euro si paga un ticket che varia da 1 a 2 euro; da 70mila a 100mila euro si sborsano da 2 a 4 euro in più; mentre per i redditi superiori a 100mila euro l'importo dovuto per l'acquisto dei farmaci varia da 3 a 6 euro. «Gli anziani sono quelli più in difficoltà - racconta Barbara Finocchi - Molti non hanno un buon udito per cui dobbiamo alzare la voce e così la riservatezza viene meno. Inoltre, spesso non sono a conoscenza del proprio reddito o semplicemente non lo ricordano. Qualche volta è capitato di mettere a loro disposizione il telefono della farmacia per farli chiamare a casa, dove sperano di trovare un parente in grado di fornirgli le informazioni di cui abbiamo bisogno». Una volta scoperta la classe di appartenenza, il farmacista inserisce il codice nell'apposito spazio previsto dalla ricetta e fa mettere una firma al cittadino, che vale da autocertificazione. «Ma prendessero un po' dei soldi loro, invece di venir sempre a chiederli a noi»: è questa la frase che i cittadini pistoiesi, infastiditi dal dover dichiarare il reddito di fronte al bancone, si lasciano sfuggire sempre più spesso: «Sarebbe meglio che i clienti arrivassero già con la ricetta compilata - spiega Carlotta Fiorini, collaboratrice della farmacia di via Curtatone e Montanara - Il medico potrebbe inserire il codice di reddito con maggiore facilità e riservatezza, tanto più che quando parla con i suoi pazienti è solo». Incontri, volantini, sportelli di consulenza: i farmacisti hanno cercato di fronteggiare la situazione producendo materiale informativo, cosa che invece non ha fatto la Regione: «In campagna elettorale mandano a casa tanta di quella roba inutile - spiega Mario De Candia, titolare dell'omonima farmacia - Invece per spiegare questo nuovo modus operandi non hanno fatto niente. Mi piacerebbe incontrare Rossi, c'erano sicuramente modi migliori per gestire la cosa: la Regione Puglia, ad esempio, utilizza le Asl per inviare i dati di reddito dei cittadini negli archivi dei medici di base. In questo modo, quando la ricetta viene stampata vi compare automaticamente anche il codice giusto. Inoltre, le informazioni raccolte sono girate all'Agenzia delle Entrate, che le usa per contrastare l'evasione». La prossima settimana a Firenze si terrà un incontro dell'unione regionale farmacisti, che probabilmente prenderà posizione sul tema.
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