La manifestazione
San Marcello diventa un hospice
Gianni Parrini
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Lospedale Pacini di San Marcello Più sotto i consiglieri regionali Pd Caterina Bini e Gianfranco Venturi Proposta Pd: «Facciamone un albergo-ospedale per malati cronici»
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PISTOIA. L'ospedale di San Marcello diventerà una sorta di albergo per malati cronici e terminali. È questa la proposta uscita dal convegno organizzato dal Pd, per il fare il punto sul modello sanitario Toscano in vista di una dimunizione delle risorse. Nuovo nosocomio di Pistoia, presidio ospedaliero della Valdinievole e futuro della struttura di San Marcello: questi i temi al centro del dibattito. Ma se sui primi due non ci sono grosse novità, la sorpresa è legata all'ultimo punto in agenda: «Ruolo e funzioni di San Marcello dovranno essere riviste nell'ambito di una riorganizzazione complessiva del sistema - spiega Gianfranco Venturi, consigliere regionale Pd - In questo quadro la struttura potrà essere utilizzata per accogliere degenti che hanno già superato un'operazione o sono in attesa di sottoporvisi. E tutto ciò dovrebbe essere accompagnato da una particolare attenzione alle qualità prestazionali e al comfort alberghiero». La questione è delicata: il reparto chirurgico di San Marcello, infatti, ha contribuito (e contribuisce tutt'oggi) alla diminuzione delle liste d'attesa presso la chirurgia di Pistoia. Ma dato che questo reparto sarà quasi certamente trasferito nel nuovo ospedale cittadino, si sta cercando di dare alla struttura di montagna un nuovo ruolo, sufficiente a garantirne la ragion d'essere. «Manterremo i servizi sanitari utili alla popolazione come il pronto soccorso e potenzieremo la diagnostica - rincara Alessandro Scarafuggi, direttore dell'Asl3 - Ma dovremo anche instaurare rapporti sinergici con strutture come la Turati, per l'ortopedia e la riabilitazione. Pensiamo anche a un rapporto con Dynamo camp, il centro di Limestre che si occupa dei bambini affetti da patologie gravi o croniche. Su questa scia si innesta la proposta del Pd di trasformare San Marcello in una sorta di hospice, ma di tale idea dovremo ancora discutere». Gli hospice di cui parla Scarafuggi sono strutture residenziali in cui il malato incurabile e la sua famiglia possono trascorrere gli ultimi giorni di vita.
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