La manifestazione
Non spariamo sulla funivia è una ricchezza da difendere
Carlo Vivarelli (Maresca)
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Egregio Fagiolino, rispondo alla sua intervista. Non concordo col tono col quale lei, che lavora onoratamente a Cutigliano da tanti anni, tratta esistenza e funzionamento della funivia. Lavoro nel suo paese, nel ristorante in cima alla funivia che lei considera, per la chiusura 12.50-14, una trappola che incatena i turisti a rimanere in quota. Tralascio che a quell'ora le presenze in funivia sono tutte (si informi da Giovanni, che ci lavora da 51 anni certo non per sottrarre persone al paese) ad ascendere, e che la funivia non è un servizio pubblico ma privato, che non esiste perché i miei datori di lavoro vivono 24 ore nei suoi pressi, e vengo ai problemi principali. Dichiaro che Cutigliano senza funivia morirebbe subito. Essa, e le attività create dall'azienda dove lavoro sono ricchezze per Cutigliano e la montagna, così come il suo ristorante. Il problema è che il popolo della montagna pistoiese, il cui sangue ho nelle vene, ha il cancro della discordia e dell'interesse parziale e morirà, se non ci curiamo da soli. Sopprimiamo Comunità montana, Gaia Spa, la Provincia di Pistoia, eliminiamo gli stipendi dei politici, teniamoci quei soldi e apriamo degli uffici turistici a Berlino, Monaco di Baviera e Amsterdam. Facciamo lavorare in alberghi e ristoranti chi parla due lingue. I turisti cercano la bellezza: noi toscani e la nostra terra siamo bellezza, arte, cultura, civiltà. Ce le meritiamo? Troppi operatori non vedono la bellezza, e non sono capaci di rivenderla ai turisti. Il nostro popolo non è capace di fare gruppo, non facciamo figli, e in pochi anni la nostra etnia non esisterà più, dati alla mano.
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