Il Tirreno

Pistoia

Dopo le diffide, i provvedimenti della Provincia

In Procura il silenzio sull'incidente di maggio

B.F.

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 MONTALE. Battute finali per l'esito dei controlli scaturiti dalla doppia diffida spedita dalla Provincia alla Ladurner Impianti Srl, gestore dell'inceneritore di Montale.  Mancano ancora gli ultimi passaggi formali della amministrazione di piazza San Leone - un'ordinanza e, subito dopo, la modifica dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale) - ma la riunione tecnica del 25 agosto scorso tra Arpat (agenzia regionale per la protezione ambientale) ed ente provinciale ha già prodotto uno sbocco chiaro.  «Tutta la documentazione presentata dalla Ladurner è stata giudicata esaustiva» spiega il dirigente pistoiese (responsabile servizio tutela ambiente) Ariberto Merendi.  La prima diffida - quella del 21 aprile - porterà a una sospensione (formalizzata nell'Aia) della gestione dei rifiuti ospedalieri (Rot) in contenitori riutilizzabili.  In pratica l'azienda alla guida dell'inceneritore, sprovvista di un'area adeguata alla disinfezione dei contenitori e contraria a identificarne una, non potrà più bruciare questa tipologia di rifiuto. Dentro ai camini di via Tobagi continueranno a finire i rifiuti ospedalieri conferiti nel contenitore a perdere. La sospensione comunque sembra essere più di forma che di sostanza. «La Ladurner infatti, già da tempo, - fanno sapere dalla Provincia - non brucia più i Rot nei box riutilizzabili».  La seconda diffida - quella del 2 agosto - si chiude invece con l'accertamento dei fatti avvenuti nella notte del 5 maggio scorso. Nel report di primavera era stata registrata l'assenza di immissione dei carboni attivi (indispensabili all'abbattimento di diossine nelle emissioni) e lo stand by dell'impianto. La documentazione inviata dal gestore e passata al vaglio di Arpat e Provincia ha certificato l'interruzione dell'attività della linea 3 così come prescritto dalla legge. La mancata comunicazione del malfunzionamento agli enti di controllo (a cui invece Ladurner avrebbe dovuto provvedere tempestivamente) è stata segnalata alla Procura della repubblica. Nel periodo dal 2 al 17 maggio comunque non è stato evidenziato alcuno sforamento di diossine e furani e anche i paramentri misurati in continuo sono risultati al di sotto delle soglie di legge.  «Le modifiche che faremo - spiega Merendi - sono migliorative e votate a una maggior tutela ambientale».  La procedura relativa alle due diffide inviate dalla Provincia, in poco più di tre mesi, è agli sgoccioli: nel giro di dieci giorni l'iter verrà concluso. Se da una parte l'ente provinciale è competente per il controllo e la tutela dell'ambiente, dall'altra, tuttavia, resta in mano al Comune di Montale, e in particolare al sindaco - massima autorità sanitaria locale - il potere di bloccare l'impianto qualora si ravvisassero gli estremi di rischio per la salute dei cittadini.

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