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Pistoia

«L'azienda? Fa male vederla così»

Luciano Bellucci Sotto una delle linee di produzione dei nuovi treni V250
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Luciano Bellucci Sotto una delle linee di produzione dei nuovi treni V250

Luciano Bellucci, da 31 anni in via Ciliegiole

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PISTOIA. «Dopo 31 anni in Breda e a pochi mesi dall'entrata in mobilità che mi porterà fino alla pensione, vedere l'azienda in queste condizioni mi provoca un dispiacere profondo». Luciano Bellucci lavora in Breda da una vita. Non come operaio, lui è uno dei tanti impiegati che in queste settimane di incertezza, dopo l'annuncio dell'ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi sull'ipotesi di vendita dell'azienda, è sceso in piazza per protestare. Lo ha fatto anche giovedì, quando i sindacati dei metalmeccanici hanno indetto lo sciopero della mattinata in via Ciliegiole contro l'ipotesi di vendita. «In Breda ci sono entrato quando avevo 17 anni - spiega Luciano - a quell'età trovare un buon lavoro, sicuro, che ti assicurasse una stabilità economica e l'autonomia era tra gli obiettivi principali. C'era da costruirsi un futuro. La Breda, allora, un futuro lo dava. Erano altri tempi. Trent'anni fa eravamo in 1.500 a lavorare e le cose giravano. Eccome».  Luciano Bellucci, 48 anni, non è entrato subito a lavorare negli uffici: «Quando ho iniziato - spiega - ero in carpenteria. Poi con il tempo sono passato agli uffici. E oggi? La vendita di Breda a un privato potrebbe significare, per Pistoia, la perdita della progettazione. Lo stabilimento di via Ciliegiole, cioè, non farebbe più i propri modelli, ma farebbe quelli di altri, progettati fuori dall'Italia».  E per il futuro? «Per me - afferma Luciano Bellucci - non sono preoccupato. Tra otto mesi entrerò in mobilità che mi accompagnerà fino alla pensione. Però c'è un dispiacere generale per l'azienda e per il territorio di Pistoia».

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