Il Tirreno

Pistoia

LA LETTERA

Povera la mia Pracchia, assediata dall'incuria e dal degrado

Gilberto Ballerini

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Recentemente mi sono recato a Pracchia, dove ho trascorso i miei primi tre anni di vita e le vacanze estive fino all'adolescenza. Una desolazione.  Per motivi personali, sono affettivamente legato a questo paese, e la percezione soggettiva del degrado è sicuramente pregnante, ma è oggettivamente rilevabile l'incuria con cui Pracchia convive con i suoi giardini incolti, con il suo verde lasciato a sé stesso, con i muretti da ripristinare, con le panchine da riverniciare, con il suo bel fiume che è diventato un fosso, con la sua totale assenza di fiori.  Senza pensare alla impossibilità di creare occasioni di incontro per mancanza di un locale, di un bar, di un angolo di paese dove poter conversare piacevolmente. Quel poco che si può vedere si limita alle attività che sono organizzate dalla Pro loco presso la Villa Landor nei dieci giorni centrali di agosto. Con tutto il riconoscimento per l'impegno e la stima per i ragazzi della Pro Loco, dobbiamo però dire che è una vera tristezza.  E' vero che queste comunità vivono molto della loro autodeterminazione e questo non fa certo onore a quei pracchiesi che poco si interessano alle sorti del loro paese, ma è anche vero che tutti coloro che vorrebbero contribuire a far rivivere Pracchia non trovano riscontri di disponibilità, se non economica, almeno di intenti effettivi nelle persone che hanno la responsabilità di gestione del territorio.  Da Pracchia si diramano sentieri per raggiungere i siti più belli della nostra montagna e strade e stradine verso paesini arroccati sui monti. Penso ad Orsigna, Vizzero, Lagacci, Frassignoni, Posola, In questi paesini troviamo spesso situazioni davvero piacevoli di minima convivenza e contesti rispettosi della natura da dove si percepisce un fondamentale amor proprio delle loro comunità.  Mi chiedo: è possibile che Pracchia non possa trovare una sua dimensione identitaria? È possibile che non si riescano a trovare quei minimi fondi per voler bene a questo paese? Perché chi ha responsabilità e possibilità, non cerca di ascoltare, di stimolare di aiutare e sostenere i ragazzi della Pro loco o quanti si dicono disposti a contribuire per il bene di Pracchia?

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