Il Tirreno

Pistoia

«Sottrarre i compensi inutile follia»

Elisa Valentini
«Sottrarre i compensi inutile follia»

Sindaci unanimi nel giudizio sulle ultime modifiche della Finanziaria

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 S.MARCELLO. Prosegue la perenne evoluzione della manovra finanziaria anche su aspetti sensibili che toccano molto da vicino gli enti locali della montagna pistoiese. È di lunedì scorso l'ultima modifica riguardante i piccoli comuni, le cui rivendicazioni di autonomia contro la prospettiva di soppressione e accorpamento con comuni contigui sembrano essere state accolte.  Ma non è tutto oro quello che luccica: oltre all'obbligo di arrivare ad esercitare in maniera associata tutte le funzioni fondamentali entro il 2013, la manovra concede ai piccoli municipi il mantenimento dei rispettivi consigli, prevedendo però una riduzione dei loro componenti che smetteranno, inoltre, di percepire qualsiasi gettone o indennità.  Ci rivolgiamo di nuovo ai sindaci della montagna pistoiese per un'opinione sulle ultime novità della manovra.  «A mio parere, questa modifica non muta più di tanto l'attuale situazione pecuniaria degli amministratori comunali - dichiara Gianpiero Danti, sindaco di Abetone e dunque del comune più coinvolto dai tagli della manovra finanziaria - si sa che nei piccoli comuni non è tanto il compenso monetario a motivare l'amministratore, quanto la passione e la volontà di migliorare un paese, nel mio caso una importante località turistica, offrendo adeguati servizi ai cittadini. Scendendo nel pratico,l'amministrazione di Abetone costa 22mila euro l'anno. Il compenso percepito dai miei assessori è di 150 euro netti al mese, il mio 800 euro. Non sono certo retribuzioni che consentono di mandare avanti una famiglia. Se io considero tutte le trasferte che non mi faccio rimborsare ed il viaggio di 12 km dalla mia casa di Cutigliano ad Abetone, per cui percepisco un'indennità che mi sono fatto ridurre del 50%, faccio poco più che pari con le spese».  «Mi sembra che il governo proceda un po' a tentoni - prosegue Carla Strufaldi - la previsione sulla soppressione dei compensi non riguarda direttamente San Marcello, ma la giudico ridicola e demagogica. Sono già bassi, ma adesso chi andrà ad amministrare i piccoli comuni? Non sarà facile trovare persone disposte a sottrarre tempo al proprio lavoro senza percepire nemmeno un'indennità. Lo potrà fare solo un pensionato o chi si può permettere di non lavorare. Ancora una volta - prosegue - si taglia dove non c'è più niente da tagliare. Procediamo piuttosto con una seria riforma degli enti e eliminiamo il trattamento pensionistico per chi ricopre, in Parlamento o in regione, cariche elettive che non sono assimilabili ad un lavoro ma ad un servizio reso alla cittadinanza».  Mentre Gaggini preferisce non esprimere giudizi sulle nuove previsioni, Ceccarelli ribadisce la sua posizione favorevole al Comune Unico. «La recente modifica cambia poco a fini pratici. Comunque vada, rimango dell'idea che i veri risparmi non vadano ricercati nei compensi irrisori degli amministratori (io percepisco 900 euro, i miei assessori 150), ma nella burocrazia. È inutile attaccarsi alle previsioni di autonomia: la nostra montagna ha bisogno di una visione comprensoriale, che permetta uno sviluppo armonico e non a settori stagni del territorio, cosa che è realizzabile solo da una sola amministrazione unificata».  «Il passo verso il comune unico - conclude il sindaco di Cutigliano - diverrà inesorabile, ma non può essere calato dall'alto della politica: occorre già da ora il coinvolgimento cosciente delle associazioni di categoria, delle parti sociali e dell'intera cittadinanza».  

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