Il Tirreno

Pistoia

 PISTOIA. "Comportamento etico" dell'azienda, sostegno e valorizzazione ...

Marta Quilici

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 PISTOIA. "Comportamento etico" dell'azienda, sostegno e valorizzazione dei lavoratori, "senso di appartenenza", "dialogo e ascolto all'interno e all'esterno". Sono le parole-chiave della lettera che Maurizio Manfellotto, nuovo amministratore delegato di AnsaldoBreda, ha inviato giovedì a tutti i dipendenti dell'azienda. Lo ha fatto nel giorno stesso del suo insediamento, prendendo il posto lasciato da Salvatore Bianconi, dimessosi all'inizio di agosto dopo che l'Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi aveva ipotizzato la vendita di AnsaldoBreda.  Nessun accenno, però, nella lettera di Manfellotto, è stato fatto al futuro dell'azienda e alla possibile vendita (mai smentita da Orsi).  Lavoratori sindacati e istituzioni (compresi Comune, Provincia e Regione) chiedono da un mese un incontro di chiarimento con i vertici dell'azienda, con Finmeccanica e col governo, senza aver ancora avuto risposta. Tale richiesta, dunque, viene ancora una volta inoltrata al nuovo Ad nella lettera di risposta che Rsu AnsaldoBreda, Fiom, Fim, Uilm e Uglm hanno inviato ieri pomeriggio a Manfellotto.  Lettera in cui auspicano di «trovare quanto prima quel momento di confronto che dal nostro punto vista non potrà che rappresentare l'apertura di un percorso di conferma delle intese sottoscritte e nel quale i nostri rappresentati non saranno nuovamente chiamati a pagare pegno».  Per i lavoratori, cioè, il futuro di AnsaldoBreda è già scritto nero su bianco nell'accordo di marzo tra parti sociali e azienda. Tale accordo prevedeva dei sacrifici per i lavoratori, con l'apertura di periodi di cassa integrazione e mobilità (già applicati), a fronte di forti investimenti per il rilancio dell'azienda. Di questi però, con l'ipotesi di vendita ancora non smentita, si inizia fortemente a dubitare.  In una situazione in cui non è ancora chiaro chi controllerà il prossimo anno il pacchetto azionario AnsaldoBreda, il richiamo al "senso di appartenenza" di Manfellotto è sembrato, se non altro, piuttosto vago.  «Dialogo ed ascolto all'interno e all'esterno - scrive infatti Manfellotto - attenzione al mercato e ai clienti, efficacia ed efficienza delle nostre azioni, grande attenzione ai costi, dedizione, senso di appartenenza, responsabilità, impegno e comportamento etico dovranno essere gli elementi distintivi del nostro agire quotidiano. Opererò nell'ottica di costruire una squadra integrata, in grado di imporsi in uno scenario globale complesso ed in continua evoluzione. Atteggiamenti diversi, non ci devono appartenere».  Parole condivisibili, ma «ci piacerebbe - rispondono i sindacati a Manfellotto - che divenissero le parole d'ordine di tutti; oggi, secondo noi, lo sono ancora di pochi. Vorremmo essere fiduciosi, ma ci consenta di essere prudenti. Troppo pesanti sono le dichiarazioni mai smentite dell'ingegner Orsi e troppo importante è l'obiettivo che noi con la nostra comunità ci siamo posti: la strategicità dell'industria del nostro settore».  Ieri intanto l'Rsu ha inviato a tutte le forze politiche cittadine l'invito ad incontrarsi. «L'obiettivo - spiega Nicola Riva, segretario Fiom - è dare vita nella seconda metà di settembre, a un confronto pubblico ampio. La lettera di Manfellotto presenta alcuni passaggi condivisibili, niente però potrà essere risolto senza un incontro chiarificatore».

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