Il Tirreno

Pistoia

Con una cena medievale Badia ringrazia l'alleato Castracani

In alto una cena medievale alla festa di Badia a Pacciana, sopra il popolo sfila nel corteo storico
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In alto una cena medievale alla festa di Badia a Pacciana, sopra il popolo sfila nel corteo storico

Nell'antica chiesa iniziano le manifestazioni storiche alla luce delle torce, erbolato, zuppa, bianco mangiare

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 PISTOIA. Stasera (alle 20), grande partenza della Festa di Badia a Pacciana nell'antico chiostro. Un inizio che prende subito per la gola gli ospiti proiettandoli, al tempo stesso, indietro di quasi 700 anni. La manifestazione di Badia apre infatti le porte a Castruccio Castracani invitandolo a cena. L'abate Ormanno farà gli onori di casa, accogliendo nel chiostro il capitano anticristo.  Anticristo sì, ma anche suo alleato nella presa di Pistoia, fatto che avvenne il lunedì di pasqua del 1322. Appunto: una cena per festeggiare l'evento.  Altri invitati sono i redivivi nobili pistoiesi, in particolare della famiglia Tedici cui apparteneva l'abate conquistatore, ovviamente tutti in costume medioevale.  Tra croci e spade, ed al lume di inquiete torce, una cinquantina di convitati potranno degustare quanto di meglio offriva la tavola trecentesca di storica e letteraria memoria. C'è da credere che nel Medioevo pranzi e cene fossero momenti solenni della giornata, visto che Dante, per imbandire un banchetto di sapienza, scrisse proprio un "Convivio", appena quindici anni prima dei fatti della nostra Badia.  Ma ecco cosa la storia riporta in tavola, ricette tratte in gran parte da libri medioevali.  Come antipasto, sformato bianco alla ricotta, formaggi ed erbolato, ossia crespelle con verdure. Quindi, due primi: zuppa di ceci e castagne, più lasagne con spèzie varie ed una montagna di cacio da paese del Bengodi.  Come secondo ci sarà il "bianco mangiare": carne di pollo al latte di madorla, nonché "parvolus porco", maialino arrosto, con purè nero di bietola, spinaci e ciccioli. Il tutto da mandare giù con vino speziato dolce e da completare, dulcis in fundo, con pan speziato con frutta.  Ci sarà un trinciante, cioè un servo che tagli ed assaggi, a scanso di ipotetici avvelenamenti, che "in illo tempore" non erano affatto ipotesi.  Né mancheranno danze e giullari, da sempre e per sempre dove la la festa diverte di più.

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