Il Tirreno

Pistoia

Sulle nomine è guerra fra poveri

Francesco Albonetti
Sulle nomine è guerra fra poveri

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Ore 9, nell'aula magna della scuola media Anna Frank, va in scena la consueta mattanza annuale della convocazione degli insegnanti per le nomine e le immissioni in ruolo. Ieri mattina toccava al sostegno di medie e superiori, oggi è la volta di tutte le materie. Elogi all'Ufficio scolastico provinciale, ex provveditorato, arrivano dal sindacato per aver convocato in tempi rapidi (per alcuni anche troppo) i docenti, mentre in altre province sono ancora in alto mare. Ma i volti dei protagonisti, gli insegnanti, ma mano che arriva la "chiamata", sono tutt'altro che distesi. Se ne contano circa duecento venuti in questa scuola media di Pistoia ovest per ottenere uno dei circa 180 posti a disposizione.

Qualcuno viene immesso in ruolo, abbandonando il precariato ed è festa, molti però restano fuori del tutto, passando da precari a disoccupati ed è un dramma. La carica dei precari a caccia del posto di sostegno è formata in grande maggioranza da donne giovani - 30, 35 anni - molte delle quali provenienti dal sud. Non mancano le consuete guerre fra poveri, ma quest'anno il malumore è particolarmente accentuato dalla massiccia immissione in graduatoria di insegnanti precari provenienti dalle altre province, soprattutto del sud-Italia. La legge prevede la possibilità di scegliere tre province oltre alla propria e Pistoia sembra essere particolarmente appettita. Lasciando l'amaro in bocca dei precari locali, molti dei quali si trovano inesorabilmente scavalcati nel punteggio.

Perché? Ci sono molte intepretazioni, ma più di un insegnante attribuisce il fatto ad una sorta di accapparamento di punti a buon mercato, attraverso corsi in scuole paritarie che li rilasciano con facilità, naturalmente pagando. Tutto regolare, ma la rabbia dei pistoiesi è tanta. Un sindacalista fa notare che si tratta di una scelta di vita coraggiosa: «Chi viene da fuori e viene assunto qui è obbligato a restare per almeno cinque anni e non tutti sono disposti». Marianna viene da Cosenza, dove ha insegnanto per due anni, ma poi non c'erano più possibilità. «Ho scelto la Toscana perché mi piace e sono disposta anche a restarci - dice -. Spero di poter prendere la materia che insegno, ma mi va bene anche il sostegno, ho già avuto esperienze.

E non sono d'accordo con chi dice che quello di sostegno è un insegnante di serie B che prende lo stipendio e basta. Certo per tutte noi queste code e queste attese che si ripetono ogni anno, da mercato del pesce, sono poco dignitose, umilianti». C'è un gruppo di giovani insegnanti pesciatine. Samanta è precaria da 6 anni e cerca il posto di sostegno per le materie umanistiche, come pure Lucia, precaria da 4 anni.

«Quest'anno va meglio alle medie ma molto male alle superiori, dove i posti a ruolo nel sostegno sono solo 8 su 120. E vanno meglio le materie umanistiche di quelle scientifiche. Purtroppo, nonostante i corsi aggiuntivi, siamo state scavalcate nel punteggio e siamo qui in trepida attesa». Barbara, sempre di Pescia, precaria da 7 anni, viene dall'area tecnologica, la più penalizzata nel sostegno: «Quest'anno passa solo chi ha punteggi altissimi».

Monica viene dalla graduatoria fiorentina, dove ancora per le nomine navigano in alto mare. «L'esodo massiccio dal sud ci penalizza. Non si sa come, a parità di titolo ed età, hanno anche 50 punti più di noi. Molti usufruiscono della legge 104, cioé hanno parenti disabili o familiari a carico che fanno salire il punteggio. Altre comprano i punti in scuole private paritarie che qui non esistono, salendo così di posizione».

Molta amarezza traspare dai volti di Matteo, Elena e Daniele, tutti di Pistoia: sono scavalcati e fuori dai giochi, dopo un'esperienza al liceo artistico come insegnanti di sostegno nell'area tecnologica: «Questo era il nostro lavoro, quello che abbiamo scelto con criterio e coscienza. Ci vediamo scavalcati da persone che hanno optato per il sostegno solo per lavorare meno e usufruendo dei vantaggi della legge 104». «Io sono orfano di entrambi i genitori - dice Daniele - ma non è previsto nessun vantaggio».

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