Sicurezza
Quando l'abate Tedici conquistò Pistoia e riportò la pace
Paolo Gestri
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Unimmagine del corteo storico per ricordare la presa di Pistoia L'episodio risale al 1322, due anni dopo l'ex alleato Castracani rase al suolo il paese
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PISTOIA. Come è noto, la popolare mani Festa storica di Badia a Pacciana rievoca la presa di Pistoia, nel 1322, da parte dell'abate Ormanno Tedici, a capo dei confratelli e contadini, appoggiato militarmente da Castruccio Castracani. L'azione del frate ebbe ed ottenne lo scopo di portare la pace in città e nelle campagne dintorno, sia pure per un breve periodo. Ce n'era bisogno, perchè Pistoia era continuamente in balìa di Firenze, ambita però anche da Lucca. Ma se Ormanno, a fin di bene, mise insieme la croce e la spada, Castruccio ebbe sempre e solo in mente il potere: lui era ghibellino e nemico giurato del papa. tanto che lo chiamavano l'anticristo. Fu così che, appena due anni dopo, appoggiando Filippo, nipote di Ormanno, si riprese la città e la Badia fu quasi completamente distrutta. Il 1322, per Badia a Pacciana, fu dunque l'anno di massimo splendore, ma la sua storia è lunga più di cinque secoli, dalla vicende dei frati vallombrosani, che vi si insediarono attorno al Mille, al secolo XVI con le note lotte tra Panciatichi e Cancellieri, ossia Medicei e antimedicei. I frati vallombrosani misero gli argini all'Ombrone bonificando la pianura tra Prato e Pistoia; i vari abati guidarono per secoli il progresso civile di tutto il contado; i capitani ambirono e detestarono chiesa e convento quasi al pari di una fortezza. Che Badia sia stata celebre, oltre alcomplesso architettonico, lo dimostrano le notevoli opere d'arte che custodisce: si parla soprattutto di Bernardino del Signoraccio e di Fra' Paolino, due nomi eccelsi nell'arte tardo rinascimentale. Eppure, in tanta nobile storia, Badia festeggia soprattutto il popolo e proprio in questo la sua festa è diversa da tutte le altre. Cosa buona e giusta, «Evangelica!», avrebbe sentenziato l'abate condottiero. Perchè gli argini l'innalzarono i contadini, perchè Ormanno ebbe l'appoggio del popolo, perchè il convento era anche cantina e granaio e perché la chiesa era luogo prescelto e sacro delle assemblee. Per cui, nella sfilata finale, dato ai magnati condottieri, cavalieri e dame il dovuto spazio, la scene maggiori sono riservate alla gente comune: ai rustici villani con mucche e capre ed agli artigiani con i loro operosi attrezzi.
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