Proteste
L'addio a don Mauro
Stamani alle 10 in Santa Maria Assunta i funerali officiati dal vescovo Bianchi
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Stamani alle 10, in Santa Maria Assunta, celebrati dal vescovo Mansueto Bianchi, i funerali di don Mauro Baldi. Del parroco, punto di riferimento per la comunità quarratina, traccia un ricordo commovente una delle persone che gli sono state più vicine nei 15 anni di permanenza alla guida della parrocchia. «Me lo ricordo come fosse ieri - racconta - Vidi don Mauro salire le scale dell'asilo Bargellini accompagnato da don Furio che lo presento così: «Questo è il vostro nuovo parroco». La nomina ufficiale del vescovo Scatizzi sarebbe arrivata solo un mese dopo, il 15 novembre, ragion per cui non lo conosceva ancora nessuno in città, anche perché don Mauro fino a pochi giorni prima era stato parroco di Oste di Montemurlo, che dista un bel po' da Quarrata.
Insomma, mi si presentano tutti e due di fronte, così all'improvviso. Don Mauro ci chiese di che ordine eravamo e una delle sorelle, suor Goffreda, rispose: «Siamo Serve di Maria». Don Mauro mise la mano in tasca e tirò fuori il rosario: «Anch'io» disse mostrandocelo. Era veramente devoto alla Madonna: la chiamava la «Mamma del Cielo». Suor Angela è stata accanto a don Mauro Baldi dal novembre '96, mese in cui diventò parroco di Santa Maria Assunta, fino al 18 agosto 2010, quando suor Angela è stata trasferita a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Ventiquattro anni al servizio della comunità parrocchiale, impegnata in prima persona nell'asilo Bargellini, una spalla sempre presente, silenziosa, accanto a don Mauro: «Anche in questo anno in cui siamo stati lontani abbiamo continuato a sentirci telefonicamente tutte le sere. L'ultima volta l'ho visto ad agosto, quando era in ospedale: fisicamente era debilitato ma mentalmente era lucido come sempre.
Era consapevole della sua malattia ma in fondo al cuore covava la speranza di potercela fare: «Ho sistemato tutte le mie cose - mi disse - Ho parlato col vescovo Mansueto dell'organizzazione della parrocchia nel caso non ce la facessi. Lui però mi ha detto «Contiamo su di te». Per don Mauro quelle poche parole significarono molto». L'ultimo incontro di persona pochi giorni fa, ma suor Angela e don Mauro, come al solito, si erano sentiti via telefono anche domenica scorsa: «Diceva di star bene tutto sommato ma era preoccupato perché non riusciva a dormire - racconta suor Angela - Il lunedì non ci siamo sentiti, diversamente dal solito, poi la mattina dopo mi hanno avvisato che era morto.
Era un grande uomo, non stava mai fermo, spendeva tutto se stesso per la comunità e soprattutto per i giovani. L'asilo Bargellini gli stava particolarmente a cuore - conclude suor Angela - Non ci faceva mancare mai nulla, e spesso tirava fuori di tasca propria i soldi necessari. Era preoccupato perché non arrivavano i contributi e si chiedeva come sarebbe andato l'asilo quando lui non ci sarebbe stato più. Ha fatto tantissimo per la comunità. Ora è la comunità che deve farsi forza senza di lui». L.G.
Insomma, mi si presentano tutti e due di fronte, così all'improvviso. Don Mauro ci chiese di che ordine eravamo e una delle sorelle, suor Goffreda, rispose: «Siamo Serve di Maria». Don Mauro mise la mano in tasca e tirò fuori il rosario: «Anch'io» disse mostrandocelo. Era veramente devoto alla Madonna: la chiamava la «Mamma del Cielo». Suor Angela è stata accanto a don Mauro Baldi dal novembre '96, mese in cui diventò parroco di Santa Maria Assunta, fino al 18 agosto 2010, quando suor Angela è stata trasferita a Correggio, in provincia di Reggio Emilia. Ventiquattro anni al servizio della comunità parrocchiale, impegnata in prima persona nell'asilo Bargellini, una spalla sempre presente, silenziosa, accanto a don Mauro: «Anche in questo anno in cui siamo stati lontani abbiamo continuato a sentirci telefonicamente tutte le sere. L'ultima volta l'ho visto ad agosto, quando era in ospedale: fisicamente era debilitato ma mentalmente era lucido come sempre.
Era consapevole della sua malattia ma in fondo al cuore covava la speranza di potercela fare: «Ho sistemato tutte le mie cose - mi disse - Ho parlato col vescovo Mansueto dell'organizzazione della parrocchia nel caso non ce la facessi. Lui però mi ha detto «Contiamo su di te». Per don Mauro quelle poche parole significarono molto». L'ultimo incontro di persona pochi giorni fa, ma suor Angela e don Mauro, come al solito, si erano sentiti via telefono anche domenica scorsa: «Diceva di star bene tutto sommato ma era preoccupato perché non riusciva a dormire - racconta suor Angela - Il lunedì non ci siamo sentiti, diversamente dal solito, poi la mattina dopo mi hanno avvisato che era morto.
Era un grande uomo, non stava mai fermo, spendeva tutto se stesso per la comunità e soprattutto per i giovani. L'asilo Bargellini gli stava particolarmente a cuore - conclude suor Angela - Non ci faceva mancare mai nulla, e spesso tirava fuori di tasca propria i soldi necessari. Era preoccupato perché non arrivavano i contributi e si chiedeva come sarebbe andato l'asilo quando lui non ci sarebbe stato più. Ha fatto tantissimo per la comunità. Ora è la comunità che deve farsi forza senza di lui». L.G.
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