Il Tirreno

Pistoia

Mitigata dal gip la misura cautelare: per tutelare la ex sufficiente il divieto di dimora

In libertà l'impiegato arrestato per stalking

Un’immagine simbolica del dramma che vivono le donne perseguitate
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Un’immagine simbolica del dramma che vivono le donne perseguitate

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 PISTOIA. E' tornato in libertà il 40enne accusato di stalking nei confronti della sua ex compagna e finito agli arresti domiciliari giovedì della scorsa settimana. La misura cautelare disposta dal gip per l'impiegato pistoiese è stata revocata e sostituita con quella più lieve del divieto di dimora.  L'uomo non potrà mettere piede nel territorio comunale di Pistoia.  Il giudice delle indagini preliminari del tribunale, Matteo Zanobini, ha disposto la nuova restrizione dopo aver, lunedì mattina, interrogato nuovamente l'uomo, che aveva avanzato una richiesta in tal senso attraverso il suo avvocato. Accusa di atti persecutori verso la sua ex (mesi di sms inviati di giorno e di notte, pedinamenti e incursioni sul posto di lavoro e davanti all'abitazione della donna), il 5 agosto scorso la polizia aveva già eseguito una misura cautelare restrittiva nei confronti del 40enne, disposta dal gip Alessandro Buzzegoli: non doveva avvicinarsi a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla donna. Obblighi ai quali però l'impiegato non aveva ottemperato. Da qui l'inasprimento della misura in quella degli arresti domiciliari. Nel cosro del nuovo interrogatorio, lo stalker ha esposto al giudice la natura delle sue violazioni. Comportamenti forieri sì di una certa pressione psicologica sulla vittima ma non così gravi da configurare una continuazione del reato di stalking. L'uomo, infatti, si sarebbe recato a casa della ex, ad esempio, una volta per consegnare del denaro, un'altra per portare degli alimenti per il figlioletto di 18 mesi, un'altra ancora per recapitare una lettera in cui, apre, chiedeva scusa per il suo comportamento, del quale riconosceva la gravità.  Valutando perciò tali elementi - e di fronte all'assicurazione dell'indagato che non avrebbe più cercato di contattare la sua ex - il gip ha giudicato che per impedire una reiterazione del reato fosse sufficiente la misura del divieto di dimora, visto anche che l'uomo si è trasferito fuori provincia, a Prato, in casa di alcuni familiari, nella città in cui lavora come impiegato.

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