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Turco: «Offese al mio cliente»
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SAN MARCELLO. Pronta a ricorrere alle via legali per le epressioni «sconvenienti e offensive» pronunciate nei confronti del suo assistito. Intanto l'avvocato Cecilia Turco, difensore di Giuliano Sichi, chiederà una copia del verbale del consiglio della Comunità montana di martedì pomeriggio, nel corso del quale è stata affrontata la questione dei cospicui ammanchi di denaro di cui è accusato l'ex ragioniere capo ed economo dell'ente. Al vaglio del legale, le parole pronunciate sia dal dottor Luca Eller, esperto tecnico-amministrativo incaricato dalla Comunità montana di portare avanti un'indagine interna per far luce sull'accaduto, che da chi sarebbe intervenuto nel corso del dibattito con pesanti epiteti riferiti a Sichi. «Nel corso del consiglio della Comunità montana - spiega l'avvocato Turco - sarebbero state rivolte all'indirizzo del mio assistito espressioni sconvenienti e offensive, che in alcun modo sono giustificabili, neppure di fronte alle ammissioni di responsabilità che il mio assistito è pronto ad assumersi nelle sedi competenti. Le indagini penali sono ancora in corso, anche per quanto riguarda la quantificazione delle somme relative agli ammanchi. Per cui in alcun modo le stime delle somme riferite in consiglio. L'assunzione di responsabilità non riguarda quindi questa stima che sarebbe emersa dall'indagine interna. E comunque, ripeto, anche se il mio assistito dovesse aver commesso delle condotte illecite non per questo può essere calpestata la sua dignità di uomo. Peraltro, le responsabilità del mio assistito riguardano unicamente le sue competenze tecniche, eventuali responsabilità di natura politica non competono né ai dirigenti né ai funzionari di un ente pubblico. Perciò mi riservo di acquisire i verbali del consiglio per valutare eventuali azioni legali di tutela. Non possono essere tollerate accuse e umiliazioni pubbliche alla dignità di una persona». L'avvocato Turco sottolinea poi come fin dall'inizio dell'indagine aperta dalla procura di Pistoia Giuliano Sichi abbia sostenuto un ruolo di collaborazione, restituendo già una cospicua parte del denaro di cui si sarebbe appropriato (da fonte comunitaria si parla di 100-150mila euro). «E fin dall'inizio ha messo a disposizione una notevole somma di denaro, versata prima dell'estate al legale rappresentante della Comunità montana, per dimostrare la sua volontà di risarcimento del danno, la cui entità sarà stabilita solo al termine degli accertamenti del pm»».
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