Il dolore
Morto il parroco della solidarietà
Beatrice Faragli
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Don Mauro Baldi nel chiostro della chiesa di Santa Maria Assunta Don Mauro Baldi si è arreso alla leucemia. Domani i funerali
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QUARRATA. Il suono delle campane è riecheggiato a Quarrata fin dal primo mattino. Don Mauro Baldi, dopo due anni e mezzo di malattia, è morto nel suo letto per una complicazione polmonare, alle 3,30 di martedì notte. Avrebbe compiuto 72 anni il prossimo 14 ottobre. Dal 1996 era parroco in Santa Maria Assunta. Sotto la sua ala pastorale, anche le comunità di Violina, Santallemura, Buriano e Lucciano. I funerali saranno celebrati domani, alle 10, nella chiesa del centro quarratino. «Era il 17 maggio 2009 quando lo portammo in ospedale per la prima volta» racconta, commossa, la sorella Laura. Don Mauro ha combattuto con coraggio la battaglia contro la leucemia: «È rimasto lucido fino all'ultimo momento» spiegano le persone accorse in aiuto del prete la scorsa notte. «Sciorinava i numeri dei suoi globuli bianchi e delle sue piastrine insieme ai nomi dei farmaci - ricorda il sindaco Sabrina Sergio Gori - consapevole della lotta impari con una malattia impietosa». Colpito nel fisico ma mai nello spirito. Presente fino alla fine, proprio come tutti quelli che lo conoscevano bene si sarebbero aspettati da uno come lui. Con la sua forza, la sua «consueta puntigliosità» e il suo essere pratico prima ancora che teorico, in quindici anni ha costruito il Centro anziani, riportato a nuova vita la chiesa di Santa Maria Assunta - dal tetto ai quadri - ristrutturato la scuola Bargellini, aperto il Centro d'ascolto e stretto rapporti d'acciaio con le associazioni quarratine. E' stato l'uomo che ha portato l'oratorio a Quarrata. «C'era sempre - racconta Annarita Naselli, parrocchiana fin da piccola e oggi alla soglia dei trent'anni - Stava con noi dalla mattina alla sera, finchè l'ultimo bambino non era andato via: Don Mauro non ha mai fatto il fantasma. Ha educato una generazione di giovani». «Una volta - racconta il sindaco - passando davanti alla parrocchia ho intravisto un uomo sul tetto. Era Don Mauro. Voleva controllare che i lavori di restauro procedessero bene». Non delegava mai niente. «Pieno di franchezza, senza mezzi termini, diretto, deciso ma anche timido» ricorda Rossano Ciottoli, del Pozzo di Giacobbe. «Lui - continua - ci è sempre stato vicino. I locali della nostra attività sono tutti della parrocchia. Con l'apertura del Centro d'ascolto poi, lo scambio con Don Mauro è diventato una risorsa ancora più preziosa. Bastava chiamare e lo trovavamo disponibile in ogni momento». «Era una specie di treno che ti investe» dice la Naselli. «La sua forte spiritualità - aggiunge il sindaco - era accompagnata da un vigore infinito nell'affrontare le cose di tutti i giorni con uno spiccato senso organizzativo. Oggi ognuno di noi può vedere questa forza nelle opere realizzate negli anni da Don Mauro e donate alla comunità. I suoi interventi hanno rivoluzionato la vita cittadina». E l'intera città, adesso, si stringe intorno a lui. «E' da questa mattina - dice la sorella Laura - che c'è un via vai di gente infinito qui in parrocchia». La salma è stata composta dal servizio funebre della Misericordia di Pistoia nella chiesa di Santa Maria Assunta per l'ultimo saluto.
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