Sicurezza
«Era malato ma dava tutto se stesso»
Luca Giuntini
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Alessandra Cafissi Lacrime e sorrisi all'uscita della camera ardente
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QUARRATA. Le campane suonano "a morto", scandendo ogni ora. La salma di Don Mauro Baldi è stata composta nella cappella accanto alla chiesa: un via vai di fedeli, conoscenti, amici, persino da Oste di Montemurlo, dove Don Mauro fu parroco dal '77 al '96, prima di essere nominato alla guida della principale parrocchia quarratina. All'uscita dalla cappella c'è chi ricorda Don Mauro tra le lacrime, chi a parlare proprio non ce la fa, chi invece lo ricorda con un sorriso: «Oltre che un prete molto capace è stato un grande uomo, comprensivo, la colonna portante per molti fedeli» afferma Luciana Pecorini. Don Mauro è stato attivo e lucido fino all'ultimo momento. Era tornato dall'ospedale giovedì scorso: «Sono andata a fargli visita proprio lunedì, come molti altri fedeli della parrocchia - racconta Matilde - Fisicamente era molto debole, abbattuto dalla malattia, ma mentalmente era ancora lucido. Tanto è vero che mi parlava di come organizzare la ripresa delle attività del centro per anziani e anche di come predisporre al meglio la chiesa in vista delle festività natalizie. Con altri ancora invece discuteva dei preparativi che la parrocchia doveva avviare per il Settembre a Quarrata. Don Mauro non si risparmiava un secondo, dava tutto se stesso per la comunità. Durante i mesi del centro estivo, nonostante fosse malato e avesse la febbre alta, stava accanto ai ragazzi sotto il sole e continuava ad aiutare in chiesa, sia nelle pulizie che nei piccoli lavori di manutenzione. Adesso che non c'è più, sostituirlo non sarà facile». Don Mauro si era impegnato molto soprattutto con i giovani, cercando quanto più possibile, sia attraverso l'attività dell'asilo Bargellini sia attraverso il centro estivo, di coinvolgere i ragazzi nella vita della comunità: «L'amore che aveva per i giovani era incredibile - ricorda Alessio - Faceva di tutto per cercare di avvicinarli alla fede e alla vita della parrocchia. Domenica abbiamo visto insieme, in televisione, la messa in diretta da San Giovanni Rotondo. Mentre le telecamere inquadravano le persone presenti a migliaia, Don Mauro mi ha chiesto: "Quanti giovani vedi?". "Nessuno" gli ho detto. "Appunto" mi ha risposto lui. Don Mauro era così: per lui era un rammarico vedere i giovani assenti alle celebrazioni, una sorta di sconfitta personale. Per me e per tutti è stata una guida sempre presente». Fuori dalla cappella di Santa Maria Assunta passano a trovarlo anche diverse persone di Oste, dove Don Mauro è stato parroco per 19 anni: «Ha lasciato un gran ricordo, tanto è vero che molti fedeli hanno continuato a seguirlo nonostante si fosse trasferito a Quarrata» afferma Marisa Bigagli. «Era una persona di buon cuore che ha saputo farsi apprezzare per la sua operosità e la sua generosità verso tutti» le fa eco Alessandra Cafissi. La generosità, il suo impegno costante, la meticolosità nel curare ogni aspetto. Così lo ricordano i parrocchiani, anche chi, come Graziano Borchi, è di Casini: «Io sono della parrocchia di San Biagio a Casini ma sono venuto a salutarlo perché gli sono molto affezionato. Ha dato tanto a questa comunità. Possiamo solo ringraziarlo». Dello stesso avviso anche Renato Boncompagni: «Ha rimesso a nuovo la chiesa di Violina, ha fatto tantissimo e tutto quello che faceva lo metteva a disposizione della comunità e dei meno fortunati».
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