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Sì alla caccia allo storno troppi danni alle colture la Regione corre ai ripari
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Uno stormo di centinaia di storni volteggia nel cielo Abbattimento in deroga in 17 comuni pistoiesi già nella preapertura del 1º e del 4 settembre
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PISTOIA. La Regione corre ai ripari contro i danni causati all'agricoltura: sarà possibile sparare in deroga agli storni in 66 comuni della Toscana. In provincia di Pistoia l'autorizzazione sarà concessa in 17 comuni. Lo ha deciso ieri la giunta regionale della Toscana, assieme alla preapertura limitata ad un solo giorno in 4 province e alla mobilità dei cacciatori negli Atc della regione. Un pacchetto di 3 delibere sulla caccia presentato dall'assessore Gianni Salvadori. L'abbattimento in deroga degli storni sarà possibile solo nei comuni in cui è stato autorizzato. In provincia di Pistoia, si tratta di Agliana, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Massa e Cozzile, Monsummano, Montale, Montecatini, Pescia, Pieve a Nievole, Pistoia, Ponte Buggianese, Quarrata, Serravalle e Uzzano. Potrà avvenire nei giorni di preapertura (giovedì 1º e domenica 4 settembre) e nel periodo dal 18 settembre al 18 dicembre, da appostamento e in prossimità di oliveti, vigneti e frutteti. «La delibera che autorizza il "prelievo in deroga" allo storno - spiega l'assessore all'Agricoltura e alla Caccia, Gianni Salvadori - è legata ai territori che hanno denunciato i maggiori danni alle colture agricole di pregio, anche se è nostra opinione che la strada maestra sarebbe quella di reinserire lo storno fra le specie cacciabili». «Gli interventi di prevenzione messi in atto dalle province - continua l'assessore Salvadori - non sono stati sufficienti a contenere le razzie di frutta, ortaggi, uva e olive compiute da questi volatili, in assenza di un provvedimento di abbattimento in deroga. Lo scorso anno, infatti, non è stato approvato alcun atto di deroga e, dopo anni di continua diminuzione dei danni, abbiamo purtroppo dovuto constatare un fortissimo aumento degli attacchi alle coltivazioni di maggiore pregio, con un balzo di oltre il 300 per cento del danno economico rispetto all'anno precedente». L'assessore Salvadori ha inoltre inviato una richiesta all'Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, presso il ministero dell'Ambiente) per verificare la possibilità di concedere un' ulteriore deroga sull'abbattimento degli storni, vista la crescita di questa specie di uccelli, a difesa non solo della campagna ma anche per limitare i danni al patrimonio artistico della Toscana. «In materia di deroghe - sottolinea l'assessore Salvadori - siamo sempre in attesa del Dpr sulle linee guida che il governo si è impegnato a emanare, ma che a distanza di oltre un anno ancora non è stato approvato, determinando un clima di incertezza e causando forti difformità di applicazione tra le varie regioni. In questa situazione, le Regioni si trovano a dover fronteggiare difficoltà spesso insormontabili, mentre la richiesta avanzata dal governo all'Unione Europea per inserire lo storno fra le specie cacciabili avrà inevitabilmente tempi di risposta molto lunghi».
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