Il Tirreno

Pistoia

Al convegno organizzato dall’Acat l’evoluzione del fenomeno sulla Montagna e le possibili soluzioni

In aumento l'abuso di alcol tra i giovani

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 SAN MARCELLO. "Interclub alcol e droga: una miscela esplosiva". È l'incontro tenuto domenica al Centro alcologico di Bardalone, su iniziativa dell'Associazione club alcolisti in trattamento (Acat) di Pistoia. Un'intera giornata dedicata al dibattito sulle due "piaghe" che affliggono la società odierna, senza esclusione della Montagna, una realtà sotto diversi aspetti più tradizionalista e tranquilla.  Numerosi e variegati gli interventi succedutisi nel corso del convegno mattutino, aperto dalla proiezione del toccante "Filmato per riflettere sulla droga e sull'alcol", una rassegna dei devastanti effetti sull'essere umano. Dopo la premessa generale, si è affrontato l'argomento col taglio pratico delle esperienze personali dei presenti, fra cui numerosi ex-alcolisti cui sono stati consegnati diplomi di sobrietà per aver vinto la battaglia contro questa dipendenza. Secondo l'Istat il 75% degli italiani consuma alcol: 1 milione sono alcolisti di cui 400mila giovani. Un vizio che ogni anno in Italia - paese Ue con l'età più bassa per consumo del 1º bicchiere (11-12 anni)- uccide 40mila persone per cirrosi epatica, tumori, infarto, suicidi, omicidi, incidenti stradali, domestici o lavorativi.  «È un problema in primis culturale: la nostra società accetta come normale il consumo di alcol, al pari dello spinello - illustra la presidente di Acat Pistoia Moira Galliani - L'Oms ci dice di cambiare la cultura del bere che è incoraggiata da interessi economici. Il nostro Club è una rete umana di relazione e stimolazione, un'occasione per l'alcolista di trasformarsi da portatore di problemi a portatore di risorse per la comunità».  A rappresentare l'Acat, anche il vicepresidente regionale Franco Severi, la vicepresidente provinciale Monica Borelli, i referenti in montagna Lorenza Puccianti e Mario Burattini. «Stupisce che ragazzini in età scolare facciano già uso/abuso di alcol - spiega l'assessore alle Politiche culturali e all'istruzione Lucia Geri - Il discorso non riguarda solo un numero ristretto di individui, ma è sintomo dilagante di un profondo malessere sociale in un mondo poco a misura d'uomo. L'alcol diventa una sorta di compensazione alla mancanza di dialogo che prima si intesseva nei luoghi pubblici e che Facebook certo non surroga. Ritengo ridicola la proposta di istituire una reato di "omicidio stradale". Ammiro tutte le persone uscite dal tunnel dell'alcol che provocava sofferenza e danno a loro stessi, alla famiglia e alla società».  «Come Arma trattiamo il problema dal punto di vista penale e del codice della strada - prosegue il comandante della Stazione dei carabinieri di Campo Tizzoro - L'abuso di alcol fra i giovani in Montagna è in aumento. L'infrazione non riguarda solo la guida in stato di ebbrezza, ma anche piccoli furti di denaro per l'acquisto di alcolici o violente liti familiari».  Illustrata, quindi, la struttura territoriale dell'Acat, con l'obiettivo di infittire la rete locale e promuovere iniziative per i giovani. «Gli adolescenti vanno tenuti occupati col corpo e con la mente per evitare che scivolino in distrazioni pericolose - interviene l'insegnante Stefano Traversari - la Pubblica assistenza di Maresca, di cui sono membro, ha allestito una sala prove con strumenti musicali pensata per una fascia d'età critica in cui i ragazzi hanno pochi interessi. La scuola può fare la sua parte, ma vanno incentivate tutte le associazioni ludico-sportive e di volontariato capaci di coinvolgerli». E.V.

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