Il Tirreno

Pistoia

Alle 18 seminario su una partitura ritrovata del trombettista

Il Serravalle jazz chiude con il pianista Mauro Grossi

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 SERRAVALLE. Stasera alle 21, serata conclusiva del festival "Serravalle Jazz". Alle 18 all'oratorio di Santa Maria Assunta, il seminario "Gli inediti di Chet Baker" tenuto da Mauro Grossi, introduce al miracoloso ritrovamento di partiture del trombettista e cantante statunitense scomparso nel 1988, riemerse alcuni anni fa dopo cinquanta anni di chiusura nei cassetti, fogli impalpabili composti durante il periodo di detenzione nel carcere di Lucca tra il 1960 e 1961. Queste partiture sono arrivate, come un dono inatteso e sorprendente, nelle mani di Grossi, che ne ha curato una particolare edizione.  L'apertura della serata di concerti, dalle 21, è affidata al duo affiatato di Dimitri Grechi Espinoza, sassofonista e compositore, più volte segnalato dalla rivista Musica Jazz, e il contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer, anch'egli segnalato dalla rivista tra i migliori talenti. A dimostrazione della particolare sintonia, i due musicisti titolano il loro concerto "suonare in duo è quasi come suonare in solo". Il suono è il loro centro di ricerca fondamentale. Il lavoro che ci presentano, approda in autunno nel cd "When we forgot the Melody". Il secondo concerto della serata vede un graditissimo ritorno, una rimpatriata che non poteva mancare: Renato Sellani, più volte presente al festival. Pianista per il quale è ridondante spendere troppe parole, data la sua lunga e importante carriera, costellata di prestigiose collaborazioni internazionali. Per il decimo compleanno, abbraccia il tema del festival e crea lo speciale concerto "Dediche agli amici", dove ricorda alcuni dei suoi amici della storia della musica italiana pop: cantautori da Lauzi a Bindi, solo per citarne alcuni. Dulcis in fundo: e il dulcis è Chet Baker, nella versione inedita delle partiture ritrovate, nel concerto "Chet è vivo" del Mauro Grossi 4Tune Quartet - Grossi al pianoforte, Alberto Mandarini alla tromba, Stefano Dall'Ora al contrabbasso e Marco Castiglioni alla batteria-, un quartetto nuovo di zecca, formazione di alto livello, in cui "evoluzione" è la parola chiave. Saranno loro a farci scoprire e immergere per la prima volta in un altro dei tanti mondi di Chet, vivo più che mai.

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