Il Tirreno

Pistoia

Associazioni all'attacco «A rischio storia e tradizione della Sagra di Mezzestate»

La Sagra di Mezzestate a Cutigliano giunta quest’anno alla sua 38ª edizione
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La Sagra di Mezzestate a Cutigliano giunta quest’anno alla sua 38ª edizione

Dito puntato contro la Profit srl: pochi banchi di artigiani nessun punto informativo e prezzi troppo elevati nella ristorazione

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 CUTIGLIANO. Si è conclusa domenica la 38ª edizione della Sagra di Mezzestate, manifestazione clou della bella stagione cutiglianese, tanto da essere oramai divenuta non solo un appuntamento fisso, ma una vera pagina di storia della tradizione del borgo montano. Indescrivibile l'attaccamento dei paesani e degli assidui villeggianti all'evento, che anche quest'anno, assieme a tanta attesa prima dell'apertura, ha lasciato una bella scia di polemiche dopo la chiusura.  A farsi portatori di tali proteste sono i rappresentanti di tre associazioni paesane: Proloco di CutIgliano, Scuderia Ferrari e Uc Appennino hanno redatto una lettera contenente la lista delle "cose che non vanno" nell'organizzazione della rassegna, curata dalla Profit srl di Maresca, vincitrice dell'apposito bando comunale tre anni fa.  «Girando per la sagra - si legge - notiamo purtroppo il poco interesse dei visitatori e udiamo molte lamentele per l'andamento generale della festa. Vorremmo dunque sottolineare le carenze che riguardano tre aspetti principali. Anzitutto quello logistico e organizzativo. Riteniamo importante la presenza di un punto di direzione (in passato c'era uno stand specificamente dedicato) dove il pubblico o gli espositori stessi possano chiedere informazioni sulle varie iniziative o simili questioni pratiche. È segno di buona accoglienza e rispetto verso chi partecipa».  Il secondo punto riguarda la ristorazione. «I prezzi dei pasti dovrebbero essere un po' più economici, adeguandosi ai parametri di una sagra. Abbiamo notato, inoltre, un calo qualitativo del menù rispetto a quelli proposti dalla stessa Profit nelle due edizioni passate, quando si cucinavano piatti davvero attenti alle tipicità locali, abbinati ad itinerari naturalistici o culturali sul territorio. Iniziative molto positive per coinvolgere aree e comuni limitrofi e, tuttavia, andate a sparire».  Infine, una critica sugli espositori. «Non mettiamo in dubbio la qualità in termini assoluti della merce esposta, ma ci riferiamo alla sua natura. Nell'offerta con cui Profit si aggiudicò la gestione delle 4 rassegne, si specifica che il 40% degli espositori della Sagra di Mezzestate sarebbe stato costituito da produttori o artigiani dell'Appennino Toscoemiliano per tutti e 5 gli anni della gestione. Parametro che apportò un alto punteggio e fu determinante per l'aggiudicazione del bando. Se tale percentuale risulta rispettata, è perché si utilizza un'accezione molto ampia per "attività artigianali", chiudendo un occhio sui detti limiti territoriali e svilendo i principi di tipicità e tradizione che costituivano l'identità della Sagra».  «A questo punto - concludono le associazioni - ci rivolgiamo all'amministrazione comunale per chiedere se è il caso di prendere opportuni provvedimenti o aspettare che anche questa amatissima festa, con 38 anni di storia, vada in fumo come è accaduto ad altre manifestazioni».

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di Redazione web