Il Tirreno

Pistoia

Breda, appello di sindacati e Rsu alla Regione

Operai in sciopero davanti ai cancelli della Breda
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Operai in sciopero davanti ai cancelli della Breda

«Serve un intervento unitario nei confronti del governo»

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 PISTOIA. «Serve un grande lavoro di coordinamento politico nei confronti delle altre Regioni perchè, in concorso con le forze politiche ed i parlamentari eletti nella nostra Toscana, si costruiscano le condizioni affinchè governo, ministero e Finmeccanica cambino rapidamente orientamento». Sull'ipotesi di vendita di AnsaldoBreda, accorato appello da parte delle segreterie provinciali di categoria di Cgil, Cisl e Uil e della Rsu di via Ciliegiole. I sindacati scrivono a presidente e giunta per chiedere un intervento per scongiurare la vendita ipotizzata dall'amministratore delegato di Finmeccanica: «Rappresenterebbe la fine di qualsiasi ipotesi di un industria nazionale del settore trasporti».  I sindacati sono certi che una cessione nei confronti di uno dei players mondiali del settore (Alstom, Bombardier, Siemens...) non potrebbe che dare luogo ad una profonda ristrutturazione degli attuali insediamenti per tutte quelle attività di pregio che vanno al di là di ciò che possono essere le lavorazioni meccaniche tradizionali.  «In altre parole - spiegano - la ricerca, lo sviluppo, la commercializzazione, la progettazione di tutto ciò che sarà utile al trasporto pubblico finirebbe inevitabilmente nei Paesi di origine dell'eventuale acquirente, sorte peggiore toccherebbe alla manodopera reperibile a minor costo altrove».  Con tutte le conseguenze che si scaricherebbero sull'occupazione.  «Inoltre - proseguono - l'ipotesi paventata non trova sostenibilità neppure dal punto di vista economico perchè quello dei trasporti in Finmeccanica, diversamente dal settore militare, risulta essere uno tra quelli a maggior previsione di crescita: ad oggi Ansaldobreda trova nel proprio portafoglio ordini solo per l'alta velocità, che entrerà in produzione nelle prossime settimane e che vale 1,5 miliardi di euro; inoltre entro settembre si svolgerà la gara nazionale per i treni regionali, dove Ansaldobreda intende partecipare con i propri prodotti e con il bagaglio di competenze».  I sindacati chiedono quindi di promuovere un intervento coordinato, a partire dalle Regioni interessate, nei confronti del governo affinchè si possa conseguire una svolta nelle politiche industriali del Paese.  «Nel confermare la strategicità del settore trasporti - aggiungono le segreterie di categoria e la Rsu AnsaldoBreda - riteniamo che questo sia, oltre che un patrimonio di esperienze, anche pregno di un futuro per lo sviluppo del Paese, a patto che si intraprendano e si realizzino politiche di crescita e si perseguano politiche di investimento, che significano maggiore occupazione e, industrialmente, maggior massa critica per competere anche oltre i nostri confini».  I sindacati sottolineano come i concorrenti di Ansaldobreda, nei loro Paesi di origine, stiano tutt'ora ricevendo rassicurazioni dal punto di vista industriale.  «Ci chiediamo, e vi chiediamo, perchè ciò non possa avvenire anche in Italia? Perchè in Italia si può solo pensare a dismettere l'economia reale? Ansaldobreda è economia reale perchè è fatta di persone di idee territori e di tanti prodotti veri. Noi non siamo nè la finanza, né la speculazione, nè l'economia virtuale. Un'azienda, la nostra Ansaldobreda, che sta attraversando un serio processo di riorganizzazione che può e potrà dare, con l'effettiva attuazione di quanto concordato con Finmeccanica lo scorso 4 marzo 2010, la concreta realizzazione dei nuovi prodotti e il futuro all'economia Pistoiese e non solo. Accordo questo che è costato grossi sacrifici di cui i lavoratori stanno pagando l'intero prezzo».

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