Il Tirreno

Pistoia

Nuove regole per chi costruisce

F.A.
Una veduta di Pistoia. A sinistra Andrea Gualtierotti
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Una veduta di Pistoia. A sinistra Andrea Gualtierotti

Permessi in 90 giorni. L'Ance: «Ancora troppa burocrazia»

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 PISTOIA. E' passata sotto silenzio in questa calda estate, ma si presenta come una vera e propria rivoluzione nel mondo dell'edilizia. La legge regionale 40, che sostituisce gli articoli 78 e 79 della legge 1 del 2005, è in vigore sul territorio toscano da giovedì scorso. Cambiano le regole per chi deve costruire, modificare o ampliare la propria casa. Innanzitutto, con tempi certi e meno lunghi rispetto a prima.  Ma anche con una maggiore responsabilità per i professionisti che predispongono la documentazione. Gli uffici comunali si stanno attrezzando per far fronte alle novità, ma da parte dei costruttori non mancano scetticismo e perplessità.  Vediamo prima le novità salienti della nuova legge regionale. Al posto della vecchia concessione edilizia arriva il permesso a costruire. Permesso che va richiesto, non solo per costruire ex novo - che a Pistoia, com'è noto, non è facilissimo vista la limitatezza delle nuove superfici edificabili - ma anche per trasformare l'immobile in misura superiore al 20% dei volumi, trasformazioni per le quali fino ad oggi occorreva la Dia (dichiarazione inizio attività).  Il Comune avrà 90 giorni di tempo per istruire la pratica, dopodiché, se non lo avrà fatto, varrà il silenzio assenso. In pratica, scaduti tre mesi il proprietario potrà iniziare a costruire. Va detto subito che il silenzio assenso non vale per tutte le aree, per esempio non è applicabile per quelle soggette a vincolo. Pensiamo, per esempio, al centro storico nel caso di Pistoia, ma non solo. Si dovrà anche attendere l'approvazione del regolamento urbanistico.  La Scia - segnalazione certificata di inizio attività - sostituisce la Dia. Entro 30 giorni dall'inizio dei lavori il Comune può bloccarli se intravede irregolarità. E lo stesso termine vale per la comunicazione di edilizia libera, altra novità della legge 40. E' prevista nei casi di interventi più semplici: lastrico solare o rimozione delle barriere architettoniche.  Si comunicano i lavori e si parte subito e il Comune ha meno tempo di prima per attivarsi sui controlli.  In attesa di conoscere come gli uffici comunali che fanno capo all'urbanistica si stanno attrezzando per fronteggiare le novità, l'Ance (associazione costruttori) provinciale, manifesta tutti i suoi dubbi rispetto alla nuova legge.  «Dobbiamo capire se alcuni aspetti della normativa sono stati cambiati, come era stato richiesto sia da noi che dal sindacato - dice il presidente Andrea Gualtierotti - per esempio quelli che riguardano l'assenza dell'obbligo della regolarità contributiva, il cosidetto Durc. A parte questo, in linea generale non credo che questa legge sia quello che serve per rilanciare il settore dell'edilizia. Ci troviamo di fronte ancora una volta a troppe regole, troppi adempimenti che annullanno gli effetti benefici della maggiore rapidità nell'ottenere i permessi. Non dovrebbe esserci la necessità di un fardello di regole così pesante per costruire e ristrutturare, serve solo a farci perdere tempo. Purtroppo siamo sempre alle prese con questo male tutto italiana della troppa burocrazia che frena lo sviluppo e la Toscana non fa eccezione».  «Posso ricordare solo a quanto accade in Francia - conclude il presidente dell'Ance - dove le regole sono molto più semplici, oppure a Berlino, dove il regolamento urbanistico è composto di sole quattro pagine».

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