Il Tirreno

Pistoia

ARCANGELI (UDC)

«Gli enti dovevano attivarsi subito»

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 S.MARCELLO. Che fine ha fatto il Comune unico? Se lo chiede il consigliere in quota Udc Claudio Arcangeli del gruppo consiliare di Noi piccoli comuni montani. «La Comunità montana - scrive - con la giunta dei sindaci avrebbe potuto essere il posto giusto per reperire ed elaborare i dati essenziali con l'estensione del territorio nelle varie ipotesi di accorpamenti, esclusioni, razionalizzazione dei confini, il numero complessivo di abitanti, i km di strade e le superfici a verde da gestire, la quantificazione degli organici, quante prime e seconde case ci sono, le procedure da seguire e quant'altro necessario per approfondire la fattibilità ed evitare di fare salti nel buio». «Forse si aspetta che qualche legge ci obblighi a prendere una decisione - prosegue - oppure si ritiene che il Comune unico si auto-generi a seguito del progressivo accorpamento dei servizi? Personalmente ritengo che il Comune unico che serve alla montagna non potrà essere un arido meccanismo creato per diminuire i costi dei servizi, ma un'istituzione moderna scaturita da un vero cambiamento della politica locale, troppo intrisa di tasso campanilistico che non mortificherà la specificità e l'identità di nessun Comune, non inciderà sulla cultura e sulle tradizioni di nessuno, non rallentarà i servizi dei comuni più avanzati turisticamente».

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