Il Tirreno

Pistoia

«E' innocente, non mi ha picchiata»

Tiziana Gori
Lo scorcio di un campo nomadi di una città toscana (foto d’archivio)
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Lo scorcio di un campo nomadi di una città toscana (foto d’archivio)

Difende il compagno in carcere con l'accusa di lesioni gravissime

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 PISTOIA. Racconta la sua verità. Difende il compagno dall'accusa di averle provocato, a suon di calci, la rottura traumatica della milza. Paolo Maria Comelli, 30 anni, è in carcere da giovedì. Deve rispondere di lesioni gravissime.  È stato lui, secondo il giudice per le indagini preliminari, che ha esaminato le prove raccolte dalla polizia, a picchiare la compagna durante un accesso d'ira. E ad accompagnarla poi al pronto soccorso quando si è accorto della gravità delle sue condizioni. Comelli è stato arrestato nella roulotte di via Salvatorelli, a Sant'Agostino, sede di una parte della comunità rom pistoiese, dove viveva insieme alla compagna, Valentina Tesi, 22 anni.  Nonostante la ragazza abbia sempre negato di essere stata malmenata dal fidanzato, medici e forze dell'ordine hanno nutrito sin dall'inizio forti dubbi sull'accidentalità dell'infortunio. Una perizia e le indagini all'interno della comunità rom hanno permesso di raccogliere gli elementi indiziari sufficienti perché il gip disponesse la custodia cautelare in carcere.  Il fatto risale al 22 maggio. Comelli era arrivato al Pronto soccorso con la ragazza, trasportata d'urgenza in sala operatoria. Valentina Tesi ha subìto l'asportazione della milza, ma dopo un giorno di prognosi riservata e tre di degenza in ospedale, ha chiesto di firmare il foglio di dimissioni per poter passare il resto della convalescenza, 40 giorni, a casa dei genitori. Appena si è risvegliata dall'operazione, racconta, i carabinieri sono venuti a chiederle spiegazioni sull'incidente.  «Già a loro - racconta - ho detto come si sono svolti i fatti, firmando una dichiarazione».  Sostiene di essere caduta dal tetto della roulotte. «Paolo non c'era. Non c'era nessuno in quel momento. Mi aveva detto di non salirci, ma io l'avevo visto sporco e volevo pulirlo. Ho fatto di testa mia. Mentre ero sopra sono scivolata, cadendo sul gancio che unisce la roulotte all'auto. Ho battuto la parte sinistra del corpo: la milza, soprattutto, ma ho preso anche una botta forte all'altezza dello zigomo sinistro».  Eppure la sua spiegazione non ha convinto gli inquirenti. Comelli ha precedenti penali per furto. Usava - è la tesi della procura sulla base delle testimonianze raccolte - le maniere forti con la precedente compagna.  «E' cambiato - afferma Valentina Tesi - Lo dicono anche i suoi amici che da quando sta con me è un altro uomo. Lo conosco sin da ragazzina, da quando avevo 14 anni. E' uscito dal carcere nei primi giorni di dicembre del 2010. Stiamo insieme da fine anno. Lui si preoccupa molto per me, e anche per mia figlia, che ho avuto da una precedente relazione».  Oltre a difendere il compagno dall'accusa di lesioni, la ragazza sostiene di non essere stata visitata dal medico legale incaricato della perizia. «Quando è passato da casa io ero fuori, e dopo mi sono rifiutata di farmi vedere».  Giovedì si trovava in via Salvatorelli quando la polizia ha bussato alla porta della roulotte. «Sono entrati dicendo di cercare le prove di una rapina. L'hanno portato via e non mi hanno ancora permesso di vederlo. Dicono che, in quanto parte offesa, non posso farlo».  Aspetta di poterlo incontrare. Intanto, ieri mattina, è andata in Comune per preparare la documentazione necessaria alle nozze. «Vogliamo sposarci. Crede che sposerei un uomo che mi picchia? No, non lo farei».

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