Sicurezza
Venticinque anni in aiuto dei più deboli
Luca Giuntini
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Alcuni dei volontari del Pozzo di Giacobbe Ultimo a destra Rosssano Ciottoli Nasceva nel 1986 il Pozzo di Giacobbe. Oggi ha 72 volontari
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QUARRATA. Venticinque anni di vita, venticinque anni di facce, di ragazzi e ragazze di ogni età che passano, arrivano, magari per caso e scelgono di rimanere per aiutare bambini, famiglie, adulti in difficoltà, stranieri. Figli del servizio civile, obiettori per qualche mese, volontari per una vita al servizio di un'associazione che offre tanto a chi ha bisogno e dà altrettanto a quanti scelgono di farne parte: «Sono arrivata al Pozzo di Giacobbe nel 2004 come volontaria, poi tre anni dopo ci sono tornata attraverso il servizio civile - racconta Rosita - L'esperienza al Pozzo mi ha fatto scoprire una parte nuova di me. Adesso di anni ne ho 29 e studio architettura, ma se avessi iniziato prima il mio impegno sociale nell'associazione, forse avrei fatto scelte completamente diverse». Settantadue volontari, quasi tutti quarratini, più della metà con meno di 45 anni: studenti appena diplomati, universitari, ma anche adulti e pensionati che hanno tanto da dare. A rappresentarli tutti sono Daniele Bellini, Rossano Ciottoli, Alessio Frangioni, Rosita Gentile ed Elena Pacitto. Ognuno, a suo modo, è impegnato nelle attività del Pozzo di Giacobbe: «Avevo 22 anni quando sono entrato, come volontario, nell'associazione - racconta Rossano - Poi cinque anni dopo sono tornato come obiettore di coscienza. Adesso sono un educatore, impegnato a tempo pieno nelle attività. Lavorare qui ha cambiato la mia prospettiva sulle cose: lasci da parte l'individualismo e ti metti al servizio di chi ha bisogno, per il bene degli altri e della comunità». Nato nel 1986 dal gruppo parrocchiale di Quarrata e dalla Caritas di Pistoia, il Pozzo di Giacobbe opera da sempre per la piena valorizzazione della persona. Un impegno che, venticinque anni dopo, continua a concretizzarsi in interventi educativi e di sostegno psicosociale nei confronti di bambini, adolescenti, giovani, adulti e gruppi familiari, con l'obiettivo di promuovere l'autonomia, lo sviluppo di una coscienza civica ed ecologica, la cooperazione e la solidarietà. «Quando l'associazione ha cominciato la sua attività - racconta Rossano - Era una sorta di casa accoglienza che si occupava di 5-6 famiglie quarratine in forte difficoltà. Dopo breve tempo il Pozzo iniziò ad assistere anche i figli di quelle stesse famiglie, avviando di fatto l'attività di sostegno ai minori che ancora oggi portiamo avanti». Dal 1986 molte cose sono cambiate, la sede ad esempio, trasferitasi da via di Lucciano a quella attuale di via Fiume, ampliatasi nel 2007, molte invece sono rimaste le stesse, una in particolare: la persona è al centro di tutto. «La valorizzazione dell'individuo, attraverso progetti che mirano all'accoglienza, alla difesa dei diritti, al sostegno e all'emancipazione - spiega Alessio - C'è il centro di ascolto per gli adulti, una sorta di "porta aperta" dove tutte le persone in difficoltà possono incontrare dei volontari preparati per ascoltarle e accompagnarle nella ricerca di soluzioni ai propri problemi. Nell'ambito di questo progetto vengono offerti anche degli aiuti concreti come generi alimentari di prima necessità, vestiario, mobilio per la casa. C'è lo spazio giovani "Al Kalè", per aiutare ragazzi italiani e stranieri nella socializzazione e per offrire tante opportunità per il tempo libero e lo studio: l'anno scorso è stato frequentato da 343 ragazzi. Poi c'è il centro per i minori, servizio convenzionato con il Comune e in stretto contatto con scuole e servizi sociali, per aiutare i bambini tra i 6 e i 15 anni». Il Pozzo di Giacobbe è questo e molto altro. Dal 30 agosto al 5 settembre festeggerà i suoi 25 anni di attività con una festa al Parco Verde di Olmi. Un'occasione per incontrare la cittadinanza e anche per raccogliere i fondi necessari al sostentamento dell'associazione.
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