Sicurezza
«Ieri ho pianto ma ho detto sì»
Tiziana Gori
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Da sinistra a destra, Daniele Dami, Irene di Grandi, Erminio DellUtri e Alessia Centolanza Ex precari disposti a lasciare casa e famiglia per un posto fisso
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PISTOIA. Prime nomine a ruolo ieri mattina nella sede del Centro servizi amministrativi (l'ex Provveditorato) di via Mabellini. Ad ottenere l'agognato posto fisso nelle scuole medie e superiori, alcune decine di precari tra i 286 previsti a livello provinciale in seguito all'accordo firmato il 4 agosto all'Aran (Agenzia per la rappresentanza nazionale delle pubbliche amministrazioni) da Cisl, Uil, Snals e Gilda. Saranno necessari altri due giorni per concludere le immisioni in ruolo nelle scuole di ogni ordine e grado dei docenti. Per i 199 Ata il Csa ha disposto un giorno, il 30 agosto. Ma cosa ne pensano "i precari non più precari" dell'agognato posto fisso, ottenuto anche a prezzo di un blocco dello stipendio e degli scatti di anzianità fino al nono anno di servizio? Prevale la soddisfazione. Si vedono espressioni di sollievo in via Mabellini. È talmente difficile ottenere un posto fisso, che ci si sente, parola di Daniele Nocera, «fortunati». Anche con un lavoro nel sostegno, invece che nella materia per cui si sono laureati. Anche se per cinque anni non potranno chiedere il trasferimento interprovinciale per il ricongiungimento familiare. «Ecco, lo scriva - dice Irene di Grandi, 30 anni, siciliana - Questo è un aspetto fortemente punitivo. Erano sufficienti i 3 anni previsti fino allo scorso anno scolastico». Irene si è laureata in Lettere all'Università di Firenze. Ha insegnato per tre anni a Modena, di cui l'ultimo nel sostegno. Entra di ruolo, in effetti, come insegnante di sostegno alle scuole medie. Per i prossimi 5 anni è vincolata a Pistoia, e il suo ragazzo ha appena ottenuto un posto fisso al Comune dell'Elba. Due posti fissi, a prezzo della distanza e dell'impossibilità di programmare un futuro nella stessa casa per i prossimi 5 anni. Scelte che tutti i precari hanno accettato di fare per stabilizzare il rapporto di lavoro. Erminio dell'Utri, ingegnere civile, ha 42 anni, e per 15 anni è stato insegnante precario nella sua città, Caltanissetta. Mercoledì sera, alle 21,30, una funzionaria del Csa l'ha chiamato a casa: «Lei è primo in graduatoria a Pistoia, vuole un posto fisso?». Una figlia che compirà due anni il 30 agosto, una moglie incinta di 3 mesi, dell'Utri ha detto sì, viaggiando per 1200 chilometri in bus e in treno per firmare il contratto. «Quando due anni fa si sono aperte le graduatorie - spiega - ero in coda a Pistoia, poi quest'anno ho dovuto scegliere: Caltanissetta, dove sarei rimasto precario, o qui. Ho scelto Pistoia. Ieri ho pianto, però sono una "capa tosta" e sono partito». Laureati in Lingue e letteratura straniere sia Daniele Dami, 36 anni, di Montecatini, che Riccardo Quiriconi, 35 anni, di Monsummano. Avranno un posto fisso come insegnanti di sostegno, raggiunto dopo un'abilitazione professionale pagata profumatamente. «In due anni - racconta Quiriconi - ho ottenuto l'abilitazione alla Sis per diventare professore di ruolo in francese ed entrare nella graduatoria ad esaurimento. Nel 2009 ho ottenuto l'abilitazione al sostegno». Ha speso 6.000 euro, più 1.800 euro per tre master on line che gli davano diritto ad altri nove punti in graduatoria. «Nel 2010 - continua - stavo per entrare, quando si sono inseriti dei docenti dalla graduatoria a pettine. Quest'anno ce l'ho fatta. Ci sono posti soprattutto nel sostegno. Con l'acqua alla gola si accetta tutto. È un giorno positivo, che ha richiesto tanti sacrifici». «Sono precario dal 2005 - spiega Daniele Dami - Mi hanno telefonato ieri e, che posso dire? Prevale la gioia, quanto meno ora posso pensare ad andare a vivere per conto mio». Alessia Centolanza, 31 anni, allatta la figlia di due mesi. Vicino a lei Daniele Nocera, 32 anni, compagno di studi alla facoltà di Scienze motorie. Si ritengono fortunati. «Visto il pregresso - commenta Nocera - quello che è accaduto fino ad oggi nel martoriato mondo della scuola». Nocera è di Napoli, si è trasferito in Toscana per il lavoro e per volontà della moglie, una bella ragazza americana che adora la Toscana. Sia Nocera che Centolanza avranno un posto fisso nel sostegno. Alessia nell'area motoria, alle superiori, Daniele alle scuole medie. Mentre parlano, gli sguardi si posano spesso sui figli, al cui futuro possono adesso pensare con più tranquillità.
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