Il Tirreno

Pistoia

Molestie, arrestato per stalking

Tiziana Gori
Molestie, arrestato per stalking

Impiegato da mesi perseguitava l'ex compagna

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PISTOIA. Arrestato per stalking dopo mesi di sms inviati di giorno e di notte, pedinamenti e incursioni sul posto di lavoro e davanti all'abitazione della ex compagna. Da ieri mattina un impiegato quarantenne, residente in città, si trova agli arresti domiciliari. La misura cautelare, eseguita dalla polizia, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Alessandro Buzzegoli. Nei primi sei mesi del 2011 i casi di stalking sono di nuovo in aumento rispetto al 2010: 50 le denunce ricevute dalla questura. Dieci di queste hanno portato all'arresto degli stalker.  Eppure, come ricorda il vice questore aggiunto Luigi La Rotonda, l'arresto per stalking non è figlio del primo screzio o della prima offesa segnalata alle forze dell'ordine. «Abbiamo archiviato diversi casi che non rispondevano al profilo stabilito dalla legge 612/bis. Perché si parli di stalking i comportamenti lesivi nei confronti della persona offesa devono essere reiterati nel tempo. C'è una violazione della libertà e dell'autonomia personale che inducono la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita. Si viene a generare un tale stato d'ansia che rendono impossibile un vissuto quotidiano sereno. La legge 612/bis - continua il vice questore - ha colmato un vuoto legislativo importante. Negli anni precedenti alla sua entrata in vigore non sono stati pochi i casi di cronaca nera finiti alla ribalta delle cronache, per delitti efferati commessi da persecutori che erano stati denunciati dalle vittime». Lo stato di limbo che impediva un'azione efficace alle forze dell'ordine è stato cancellato da una normativa che finalmente tutela le vittime di persecuzioni fisiche e psicologiche. Gli arresti, a tutela del denunciato, non scattano comunque dopo la prima segnalazione.  Nel caso del 40enne pistoiese, il 5 agosto la polizia aveva già emesso una misura cautelare restrittiva. Non doveva avvicinarsi a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla ex compagna. Non ha mai ottemperato al divieto, anzi nei giorni successivi è stato ancora più insistente. E ieri mattina è finito agli arresti domiciliari. Rischia diversi anni di carcere.  Tutto era nato, come succede spesso, da una storia finita. Entrambi quarantenni, entrambi lavoratori dipendenti. Dal loro amore è nato un bambino, che oggi ha 18 mesi. Ma la famiglia si è sgretolata sul nascere. Lei ha deciso di non volerne più sapere, e a novembre se n'è andata con il figlio. Lui non ha saputo accettare la separazione. Ha iniziato a perseguitare l'ex compagna: sms di giorno e di notte, appostamenti davanti casa, "visite" sul posto di lavoro. Offese e insulti quando la incontrava in pubblico, anche in presenza dei genitori di lei. Esasperata, la donna ha sporto una prima volta denuncia a giugno. Poi un'altra a luglio. Agli inizi di agosto la misura cautelare restrittiva, che paradossalmente ha scatenato tentativi ancora più pressanti di riallacciare il rapporto.  Dopo averla seguita e vista entrare, per l'ennesima volta, in questura, le ha mandato un messaggio: «Buona notte a te, e agli sbirri». Più volte le ha chiesto, per sms, incontri sessuali. E anche in questo caso paradossalmente, per mettere fine alla loro storia. Della serie, finisce, ma facciamo un'ultima volta l'amore. Lei non ha accettato.  «Alternava - spiega il vice questore aggiunto - messaggi di questo tipo ad altri di minaccia. Ha minacciato di picchiarla anche in pubblico. Frequenti, quasi giornaliere le visite sul posto di lavoro o a casa della donna, che alla fine ha chiesto il nostro intervento».

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