Il Tirreno

Pistoia

Avviso di sfratto per il ristorante del Cral Breda

Paolo Beneforti
Avviso di sfratto per il ristorante del Cral Breda

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PISTOIA. C'è l'avviso di sfratto per il ristorante "Il Trenino" del circolo Breda ed i tempi sono strettissimi: entro il 30 settembre i locali dovranno essere liberi visto che saranno demoliti. Il provvedimento prevede anche la chiusura del parcheggio ed oltre alla ristorazione è in serio pericolo anche l'attività della Polisportiva. L'allarme è stato lanciato ieri pomeriggio da Gianluca Capo, presidente del Cral Breda, durante l'assemblea straordinaria convocata per fornire ai soci delucidazioni su quelle che saranno le mosse future. I problemi nascono dalla nuova società, Fgre, che è stata creata da Finmeccanica dove ci sono finite tutte le proprietà immobiliari del gruppo AnsaldoBreda la quale, il 7 luglio scorso, ha comunicato al circolo che entro la fine del mese di settembre i locali adibiti a pizzeria dovranno essere lasciati liberi, in quanto pronti per essere abbattuti visto che su quella struttura esiste un condono che non è ancora stato sanato interamente. «Siamo stupiti di questa decisione presa dall'azienda - ha dichiarato Gianluca Capo di fronte ad una cinquantina di soci - anche perché si è mossa non rispettando i tempi previsti dal contratto di comodato dei locali in caso di restituzione degli stessi che è di sei mesi, mentre qui in sessanta giorni si rivuole tutto indietro. E' giusto che i soci sappiano della gravità di questa vicenda e che tutti si adoperino per arrivare ad una soluzione. Sono stati fatti degli incontri anche con l'amministrazione comunale e siamo in attesa di conoscere qualche responso positivo. Nel frattempo ci siamo affidati ad un pool di legali per tutelarci». E' fin troppo chiaro che, senza pizzeria per un periodo di tempo indefinito («vogliamo sapere quando dovranno iniziare i lavori e la loro conclusione, visto che dicono di avere il progetto pronto della nuova struttura ma noi non abbiamo visto niente») e senza il parcheggio, il circolo aziendale "Breda" risentirebbe pesantemente di questa situazione anche dal punto di vista economico. «Senza tanti giri di parole - conclude il presidente Capo - qui si mette in dubbio il futuro del Cral. Noi chiediamo la costituzione di un tavolo con Rsu, istituzioni ed azienda perché il contratto di comodato rimanga in atto anche se dovesse arrivare un nuovo proprietario ai massimi vertici di AnsaldoBreda. Ci vogliono tempi certi per la ricostruzione della pizzeria, altrimenti saremo costretti a ridurre il nostro aiuto a tutti gli eventi che vengono svolti all'interno del circolo». Saverio Melegari In seguito al decreto legge per la manovra aggiuntiva, la provincia di Pistoia risulta tra quelle soppresse. La domanda venuta subito alla mente di qualche cittadino è stata: "E ora che ci facciamo con le nuove sedi della Prefettura e della Questura che si stanno ultimando nell'Area ex Breda?", dal momento che vengono soppresse anche le Prefetture. Ma la questione spicciola sul destino del grande edificio di 12.000 mq che è sorto nell'ex Breda porta ad una riflessione più ampia sul governo del territorio della piana tra Pistoia e Firenze. Esiste già uno strumento istituzionale nato a questo scopo: è la Città metropolitana ((Legge 142/1990 e L.C. 3/01). Secondo la legge, le Città metropolitane (da non confondere con le Aree metropolitane), ove istituite, sostituiscono le Province e svolgono tutte le loro funzioni. Non sembra un istituto fatto apposta per la situazione creata dal Dl di Ferragosto, con la sua maldestra soppressione di alcune Province? Ecco dunque che questo Dl pieno di iniquità offre almeno l'occasione per superare il campanilismo e le esigenze politiche di casta che hanno bloccato per 20 anni la costituzione della Città metropolitana Firenze-Prato-Pistoia, nonostante il gran parlare che si è fatto di "area metropolitana" o "area vasta". Quest'area comprende 24 comuni, da Pontassieve a Serravalle, e tre province. Vuol dire 24 piani regolatori e 3 piani territoriali provinciali: strumenti inadeguati a governare un territorio con tali dimensioni e potenzialità di sviluppo. Infatti, dopo la crescita degli ultimi decenni, oggi quest'area - questo è il punto - fisicamente è già una città per densità edilizia e abitativa e lo sarà sempre di più. Finora si è risposto all'esigenza di un governo unitario con un fuorviante coordinamento che considera l'Area metropolitana una strutturazione del Piano regionale di sviluppo - cosa giusta, ma assolutamente ininfluente rispetto alla necessità di una struttura istituzionale di governo, quale può essere la Città metropolitana.

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