Il Tirreno

Pistoia

Decreto di Ferragosto, sindacato mobilitato per una petizione da inviare al parlamento

«Le feste laiche non si toccano»

Raccolta di firme della Cgil per dire no all'accorpamento alle domeniche

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 PISTOIA. La Cgil lancia una petizione popolare a difesa delle feste laiche: 25 aprile (Festa della Liberazione), 1º maggio (Festa del Lavoro) e 2 giugno (Festa della Repubblica). Con il decreto sulla manovra economica, il governo ne ha previsto l'accorpamento alla domenica più vicina.  «Il governo - spiega la Cgil in una nota - ha previsto lo slittamento della celebrazione delle tre ricorrenze civili (fra l'altro le sole rimaste nel nostro ordinamento) che hanno un significato particolare per la storia e l'identità del nostro paese».  Un provvedimento giudicato iniquo dal sindacato «che ci pone - sottolinea - allo stesso livello dei paesi regolati da regimi totalitari, dove la festa del lavoro non viene celebrata, che non produrrà alcun effetto economico particolare, ma che ha invece il preciso scopo di rimuovere i valori e le identità alla base della nostra Carta. Così, proprio a poche settimane dalle celebrazioni del 150º anniversario dell'Unità d'Italia, di cui quelle ricorrenze rappresentano un tratto fondante, e nelle quali il paese tutto si è riconosciuto con un rinnovato senso di unità, il governo, ancora una volta, cerca di mettere in discussione quei principi, indebolendone il significato e l'attenzione».  Per queste ragioni la Cgil si è fatta promotrice di una raccolta di firme a livello nazionale indirizzata al Parlamento per ottenere la cancellazione della norma introdotta con il cosiddetto decreto di Ferragosto.  In tutte le sedi della Cgil della nostra provincia sarà disponibile il testo della petizione da firmare, ed è prevista anche la sottoscrizione on-line via internet all'indirizzo www.cgil.it/petizione.  La Camera del lavoro di Pistoia e la fondazione Valore lavoro organizzeranno anche una serie di gazebo nei mercati principali per la raccolta delle firme, e chiederanno l'adesione alla loro iniziativa anche alle istituzioni e alle associazioni locali.  «La petizione - conclude la Cgil - è liberamente sottoscrivibile da tutti».

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