Sicurezza
Il dirigente nazionale Cgil commenta duramente le parole dell’ad. Oggi sciopero alla Breda
«I treni devono restare a Pistoia»
Francesco Albonetti
Masat (Fiom Finmeccanica): «Da Orsi un disimpegno inaccettabile»
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PISTOIA. Smontato il presidio istituzionale davanti allo stabilimento di via Ciliegiole, la battaglia per salvare la fabbrica si sposta sul fronte sindacale, con uno sciopero proclamato per questa mattina. Alla vigilia, Massimo Masat, responsabile Fiom del gruppo Finmeccanica chiama tutti alla mobilitazione. Una mobilitazione che, secondo il dirigente nazionale dei metalmeccanici Cgil, non dovrà limitarsi al "caso Pistoia", ma coinvolgere tutti gli stabilimenti di AnsaldoBreda e dell'intero gruppo di Finmeccanica. «Quanto è stato dichiatato dal nuovo amministratore delegato Giuseppe Orsi - ha detto Masat ospite del segretario provinciale Fiom Nicola Riva - non ha l'aria si essere una semplice boutade, ma l'inizio di un processo di disimpegno del gruppo sul fronte treni. Le parole da lui pronunciate sono destabilizzanti, perché avvengono alla vigilia di un'importante gara per i treni regionali e indeboliscono la capacità competitiva dell'azienda. Ad essere a rischio non è solo lo stabilimento pistoiese, ma l'intero settore ferroviario italiano, già indebolito notevolmente dopo la decisione di Fiat di cedere ai francesi di Alstom la parte ferroviaria. Si ha quasi l'impressione che la partecipazione all'Alta velocità per il gruppo non sia un progetto di rilancio, ma il volersi assicurare una dote, in un periodo di crisi finanziaria, per una possibile cessione a interlocutori esteri». La Fiom invoca una mobilitazione sindacale ed anche politico-istituzionale, che coinvolga almeno le regioni interessate (oltre alla Toscana, Campania, Calabria e Sicilia), fino alla richiesta di intervento del governo. La situazione attuale, è il giudizio del dirigente Fiom, è la risultante delle scelte degli ultimi anni, in alcuni casi «scellerate», da parte di Finmeccanica. «Siamo però consapevoli che dopo i due ultimi piani industriali - prosegue Masat - da lacrime e sangue per i lavoratori, debba essere rispettato e mantenuto quanto sottoscritto con fatica nel marzo del 2010: fino ad aprile scorso avevamo la garanzia che quell'accordo fosse la guida e che i destini di AnsaldoBreda si giocassero all'interno di Finmeccanica. Siamo a un passaggio molto stretto per il futuro dell'azienda e del ferroviario italiano. Vogliamo capire cosa succederà anche con Firema, per il quale era dato per scontato l'interessamento di Finmeccanica». Se molti a Pistoia storcono il naso sentendo parlare di Firema, temendo l'ennesimo trasferimento di lavoro e competenze, l'azienda di Caserta ora commissariata, per Masat è parte di una scommessa da giocarsi in comune: «le produzioni di treni che si svolgono lì sono importanti anche per Pistoia. Dobbiamo metterci nell'ottica di dover garantire insieme i quattro stabilimenti in pari condizioni e tutti trainanti, compreso quello di Firema. La tradizione e cultura industriale allo stabilimento di Pistoia non gliela toglie nessuno».
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