Il Tirreno

Pistoia

Nelle farmacie c'è chi chiama casa «Che reddito ho?»

Massimo Vitulano
La farmacia comunale di viale Adua: personale e clienti alle prese coi nuovi ticket
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La farmacia comunale di viale Adua: personale e clienti alle prese coi nuovi ticket

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 PISTOIA. Ogni parete della farmacia è occupata da una serie di scaffali. Su ciascuno, confezioni di varie dimensioni sono esposte in bella mostra a seconda dell'uso. Non sono molti i presenti, buona parte dei villeggianti non è ancora tornata in città. Un uomo telefona col cellulare e chiede al suo interlocutore: «Sono a prendere le medicine. Ma noi a che fascia di reddito apparteniamo? Siamo sopra o sotto i 36.151 €?»  Domande fuori posto per un luogo come quello? Con la normativa nazionale approvata recentemente, diventerà un interrogativo che chiunque dovrà porsi per poter ritirare un medicinale presentando la ricetta del medico.  Da oggi, infatti, sarà richiesto il pagamento di un ticket sui farmaci, proporzionato in base alla fascia di reddito familiare, calcolata con la dichiarazione dei redditi, o tramite l'indicatore Isee. Non tutti dovranno pagare questo ticket: i redditi familiari inferiori ai 36.151,98 euro saranno esentati al pari degli invalidi e dei disoccupati o cassintegrati.  In questi casi, però, dovrà essere il cliente a autocertificare la sua condizione, apponendo sulla ricetta degli specifici codici di esenzione accompagnati dalla firma. Le persone con un reddito superiore al detto scaglione dovranno pagare da un minimo di 1 a un massimo di 6 euro, sempre in base alla fascia di reddito.  Sono novità che hanno colto molti all'insaputa, nonostante la campagna d'informazione promossa da quotidiani e telegiornali. Diverse le reazioni. C'è chi ha accettato la cosa come se niente fosse cambiato: «Personalmente pagavo già prima della nuova normativa - afferma Marianna - perchè ho sempre avuto bisogno di acquistare farmaci per mia madre e mio marito che non erano riconosciuti dal sistema sanitario nazionale».  Altri hanno riscontrato dei disagi soprattutto nelle lunghe attese al Cup per ottenere la certificazione relativa all'esenzione, come è accaduto a Grazia Giulia che si occupa di ritirare i farmaci per i genitori in pensione. Non manca chi rimpiange il vecchio sistema, pur conscio che un aumento del genere doveva essere prevedibile in tempi come questi. La signora Maria, per esempio, è critica soprattutto per il fatto di aver dovuto pagare nonostante abbia più di 65 anni e un reddito molto basso. La spiegazione di questa apparente ingiustizia è offerta da Federica della farmacia comunale: «La signora si è presentata con la ricetta del medico, richiedendo un determinato farmaco. Ha dovuto pagare la confezione, perchè il prodotto presentava un ticket sul medicinale, quando lo Stato prevede agevolazioni solo sui farmaci generici».  Molti ancora non hanno un'idea precisa di cosa sia cambiato. Qualcuno ha provato a chiedere al proprio medico di famiglia, senza ottenere grandi chiarimenti a riguardo. L'unica soluzione è di provare a rivolgersi direttamente ai farmacisti, nella speranza di avere qualche informazione in più. «E'stato necessario tranquillizzare i nostri clienti - commenta Maria Cristina Rosi, titolare della farmacia in via Curtatone e Montanara - Molti di loro si sono lasciati andare ad un'amara rassegnazione. Anche noi siamo dispiaciuti per i sacrifici che i cittadini devono sopportare, soprattutto perchè questi aumenti vanno a gravare sempre sulle solite categorie».

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