Il Tirreno

Pistoia

I Pecori, due secoli di storia montalese

Massimo Vitulano
Lorenzo Pecori Vettori oggi
◗
Lorenzo Pecori Vettori oggi

Da generazioni sono i farmacisti del comune. I ricordi di Lorenzo

3 MINUTI DI LETTURA





MONTALE. Una dinastia può anche scomparire col passare del tempo. Lo dimostrano le casate reali che nel corso dei secoli si sono succedute alla guida delle più importanti nazioni del vecchio continente. Di loro restano solo alcune tracce in palazzi o vecchi archivi, a testimonianza della gloria passata. Per quanto nobile, una casata può estinguersi semplicemente per la mancanza di discendenti che assicurino una continuità all'albero genealogico.  Ma ci sono casati illustri ancora integri a distanza di secoli.  Una delle più antiche di Montale, la famiglia Pecori-Vettori, abita da almeno due secoli la villa di fronte alla piscina comunale. Di origine fiorentina, dal Seicento i Pecori sono stati una delle famiglie più importanti del capoluogo toscano, al punto da meritare una via intestata nelle immediate vicinanze di piazza della Repubblica. Un ramo della famiglia, che si era unito ai Vettori, altra casata fiorentina, si trasferì alla fine del Settecento nelle proprietà del Pistoiese. La residenza ufficiale si trovava in via della Madonna a Pistoia, anche se, sparse su tutto il territorio dell'attuale provincia, erano presenti numerose case di campagna. Ne è un esempio la villa di Paterno vicino Pontenuovo, demolita dai tedeschi durante l'occupazione e ricostruita solo in parte. Nei campi che corrono da Pontenuovo fino a villa Celle furono fatte saltare tutte le abitazioni e abbattute le piante di ulivo per paura di possibili imboscate. Per un breve periodo lo stesso generale Albert Kesselring, fedelissimo di Hitler e responsabile delle stragi di Fucecchio e di Sant'Anna di Stazzema, soggiornò nella villa Celle.  «Quando giunsero a Montale, i tedeschi razziarono tutto il bestiame dei contadini e la mia famiglia fu costretta a lasciare la villa per rifugiarsi a Canneto, sulle colline montalesi vicino Vizzano» ricorda Lorenzo Pecori-Vettori, il decano della storica famiglia. «Nel '44 gli ufficiali tedeschi scelsero la nostra abitazione come quartier generale - continua il capofamiglia - Con l'avanzate degli Alleati, anche le truppe inglesi fecero lo stesso, ma almeno ci consentirono di continuare a vivere nei piani superiori».  Quelle immagini sono ancora impresse negli occhi del professor Pecori-Vettori. La sua è stata una vita piena di soddisfazioni, consacrata alla ricerca scientifica prima come ricercatore e poi come professore ordinario alla facoltà di Farmacia dell'università di Firenze, incarico che ha ricoperto fino a pochi anni fa. Iscritto agli albi nazionali dei biologi e dei farmacisti, è stato membro della Farmacopea ufficiale italiana fino al giorno in cui è stata soppressa per creare un organismo di livello europeo. I ricordi della guerra sono però ancora vivi, come se i tragici avvenimenti di quei giorni si fossero verificati solo qualche mese fa. «In quell'angolo di terra oggi occupato dal campo di tennis - spiega il professore - si erano accampate le truppe alleate del CommonWealth. I tedeschi, che conoscevano la posizione, bombardavano quotidianamente il campo, senza mai riuscire a colpire un solo carroarmato. Per mettersi al sicuro dal fuoco nemico si erano nascosti al di là di un versante che sovrasta Santomato, ma questo limitava fortemente il raggio d'azione del loro cannone». Fu Francesco, padre di Lorenzo e esperto di artiglieria per la sua esperienza nella Grande Guerra, a rivelare la posizione dei tedeschi oltre le colline. Anche questo piccolo intervento dette un importante contributo alla guerra di Liberazione, permettendo alle truppe alleate di avanzare in direzione della vicina Linea Gotica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web