Il Tirreno

Pistoia

«Credevo scherzasse, poi lo sparo»

«Credevo scherzasse, poi lo sparo»

Commerciante ferita durante un tentativo di rapina in tabaccheria

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 AGLIANA. «Non ho sentito niente. Mi sono accorta che mi aveva sparato solo quando ho visto il sangue. Allora mi è andata l'adrenalina a mille. E con mio marito l'abbiamo preso e l'abbiamo buttato fuori di peso. E lui è scappato». Zoppica appena mentre esce dal pronto soccorso dell'ospedale del Ceppo Elisabetta Cipriani. Uno dei proiettili calibro 38 esplosi dal bandito che poche ore prima ha tentato di rapinare la sua tabaccheria le è passato attraverso la parte esterna della coscia sinistra senza causare gravi danni. «Non mi hanno messo nemmeno i punti. Venti giorni di prognosi. Devo tornare domattina per la medicazione» spiega la 45enne commerciante aglianese, madre di due figli.  Coraggio, incoscienza ma anche tanta fortuna: pochi centimetri di differenza, un'arteria recisa, e la tentata rapina di ieri mattina sarebbe finita in tragedia. Era da poco passato mezzogiorno quando un bandito - casco in testa, accento non toscano - è entrato nella tabaccheria di via San Niccolaò, una delle più conosciute di Agliana. Nel negozio, nessun cliente, solo lei e il marito Franco Sforzi. Forse il bandito - arrivato in sella a un vecchio scooter 50 color vinaccia e con la targa di cartone - aveva aspettato proprio quel momento, per agire indisturbato. Non mettendo in conto però la reazione dei titolari, che lo hanno costretto alla fuga, con un carico di botte ma a mani vuote.  «Quando ti toccano il mangiare il coraggio viene tutto insieme» spiega Franco Sforzi, che si è scagliato contro il rapinatore senza dargli tregua. «Io e mia moglie - prosegue - l'abbiamo spinto fuori a suon di pugni e manate».  All'inizio marito e moglie hanno pensato a uno scherzo. «Ero dietro il bancone quando è entrato - racconta la donna - E' venuto verso di me, con il casco in testa. Ha buttato una borsa sul bancone: "Metti tutti i soldi qua dentro se no ti sparo" mi ha detto. E nell'altra mano teneva la pistola, di traverso. "Ma che scherzi, va via" gli ho detto io. Perché pensavo proprio che fosse uno scherzo. "No che non scherzo. Dammi tutti gli euri fino all'ultimo se no ti ammazzo" ha risposto. Allora io gli ho tirato uno spintone».  «Aveva un accento meridionale - aggiunge il marito - Quando mia moglie l'ha spinto per mandarlo fuori, lui ha preso la pistola e ha iniziato a farla dondolare sul tavolo».  «Poi - prosegue Elisabetta - ha fatto per girare dietro al bancone. Allora mio marito l'ha afferrato e l'ha spinto contro la vetrina degli accendini. Quindi ha cercato di spingerlo verso la porta».  «Siamo partiti con la convinzione che la pistola fosse un giocattolo - spiega il marito Franco - Lui continuava a ripetere "non sto scherzando ora sparo". Ha sparato davvero, per terra. Non penso che volesse colpirci. Il colpo comunque non è partito. Gli ho detto "allora è scarica". Io e mia moglie abbiamo iniziato a spingerlo fuori. Con una mano gli tenevo il braccio con cui impugnava la pistola e con l'altra gli tiravo cazzotti di continuo anche se aveva il casco in testa. Ha urlato "sparo, sparo sparo". E abbiamo sentito tre colpi».  Uno dei proiettili ha raggiunto Elisabetta Cipriani alla coscia destra. «Non ho sentito niente. Mi sono accorta che mi aveva colpito quando ho visto il sangue. "Mi ha sparato, mi ha sparato!" ho gridato. L'adrenalina mi è andata a mille. Il bandito non era tanto alto, piuttosto tarchiato e flaccido. In pratica lo abbiamo sollevato di peso e lo abbiamo buttato fuori».  «Ha preso il motorino ed è andato verso via Selva - aggiunge il marito - Stavo per rincorrerlo ma mia moglie ha iniziato a vedere il sangue sulla gamba».  In tutti questi anni di lavoro qualche furtarello di stecche di sigarette ma mai una tentata rapina a mano armata. «Siamo sempre pieni a quell'ora - spiega Franco Sforzi - Ieri però non c'era nessuno. Il rapinatore ha aspettato proprio il momento di vuoto».  Dato l'allarme, sul posto si sono precipitati i carabinieri della locale stazione e quelli del comando di Pistoia. Immediate le ricerche a tappeto in tutta la zona, anche da parte della polizia. Un giovane in sella a uno scooter che corrispondeva alla descrizione del rapinatore è stato accompagnato in caserma per accertamenti: la sua estraneità ai fatti è stata confermata quando lo scooter del bandito è stato ritrovato abbandonato in una traversa di via San Niccolao, a un centinaio di metri dalla tabaccheria.  Elisabetta Cipriani, nel frattempo, è stata trasportata al Ceppo a bordo di un'ambulanza della Misericordia di Agliana. Le sue condizioni già da subito non sono apparse gravi. Il proiettile era entrato e uscito dalla coscia senza causare lesioni particolari. Era infatti un proiettile incamiciato in rame: se così non fosse stato, nell'impatto l'ogiva di piombo si sarebbe deformata causando danni devastanti. Almeno due, forse tre i proiettili esplosi. Gli accertamenti dei carabinieri sono in corso. B.F.-M.D. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 10

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